DIMISSIONI IRREVOCABILI
Mitomani allo sbaraglio
“Dimissioni irrevocabili”. Ma che bel gesto quello di Massimo Zennaro, “portavoce” del ministro Gelmini, incappato in una delle gaffe più lunghe della storia dell’umanità – quanto un tunnel che congiunge l’Abruzzo con la Svizzera. Ci stavamo quasi per credere.
Ma in un paese in cui nessuno si dimette mai, neanche se si ammazza la madre a badilate, Zennaro ha aggiunto una specialità in cui solo un sodale della Gelmini poteva primeggiare: dimettersi da un incarico che non si ha.
Dicono, testuali, le agenzie di stampa: “Zennaro non aveva mai avuto l’incarico di portavoce in via ufficiale, ma lo era di fatto, anche alla luce di un lungo rapporto di amicizia con il ministro”. Faceva il portavoce in nero insomma.
Se proprio doveva dimettersi da qualcosa, se proprio voleva fare lo splendido, Zennaro doveva lasciare l’incarico che davvero ha (glielo paghiamo noi): cioè “direttore generale del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca”. Messo lì perché, appunto, amico della Gelmini. Tradotto ancora meglio: quasi 150mila euro l’anno di stipendio.
PS. Zennaro, oltre al Miur, andrà per fortuna a fare danni altrove.
Barbara Berlusconi lo ha richiesto come consulente “per lanciare la sua immagine dal punto di vista culturale”, riferisce il Corriere della Sera.
E’ una promozione, è vero. E dovremo essere indignati.
Ma un tizio del genere dopo il tunnel può compiere un altro miracolo: far cadere in disgrazia tutta la famiglia Berlusconi.
fonte: http://goo.gl/ILsJT
di Matteo Pucciarelli