EUROPA: CANCELLATE DAL WEB LE PAGINE PEDOPORNOGRAFICHE
Grazie a nuove regole che saranno votate giovedì, gli abusi sui minori e la visione di immagini pedopornografiche su internet diventeranno reati puniti in maniera più severa, mentre le pagine web con contenuto pedopornografico saranno cancellate in tutta Europa.
Il progetto di direttiva, sul quale esiste un’intesa informale fra Parlamento e Consiglio, mira inoltre a migliorare la prevenzione e l’assistenza alle vittime. La proposta di relazione, preparata dalla relatrice Roberta Angelilli (PPE, IT), intende combattere gli abusi e lo sfruttamento sessuale sui minori e introduce disposizioni valide in tutta Europa per rafforzare la prevenzione, i procedimenti a carico dei trasgressori e la protezione delle vittime.
Gli Stati membri saranno obbligati ad assicurare una tempestiva eliminazione delle pagine web che contengono materiale pedopornografico o, quando fosse impossibile, bloccarvi l’accesso a certe condizioni.
Il testo stabilisce sanzioni penali minime per circa venti tipologie di crimini – molti di più di quelli finora inclusi nella legislazione UE. Il Parlamento si è battuto per avere sanzioni più dure nei vari paesi europei, specialmente nei casi in cui a compiere gli abusi siano persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d´influenza su di loro (ad esempio familiari, tutori o insegnanti).
Costringere un bambino a compiere atti sessuali o obbligarlo a prostituirsi sarà punibile con almeno 10 anni di prigione. I produttori di pornografia minorile rischieranno almeno tre anni e chi usufruirà di materiale pornografico sul web ne rischierà almeno uno.
Alle persone condannate per reati sessuali sui minori potrà essere vietato di lavorare con i bambini in tutti i Paesi dell’UE, in maniera temporanea o definitiva.
Nell’UE l’adescamento online diventerà un crimine, così come il turismo sessuale, sia che il crimine sia compiuto sul territorio di uno Stato membro sia che venga commesso al di fuori dell’UE, ma da un cittadino europeo.
La proposta include anche nuove esigenze di assistenza, supporto e protezione delle vittime. Una volta adottata, gli Stati Membri avranno due anni per adeguare la loro legislazione nazionale a questa direttiva.
fonte: http://www.fidest.net/ 
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