LA FORZA DI CRISTINA KIRCHNER
Kirchner, una vittoria annunciata
Era previsto: le intenzioni di voto per Cristina Fernandez superavano il 50% da mesi e, per la seconda volta consecutiva, è stata eletta dal popolo argentino. Non si registrava una differenza cosí grande fra il primo e il secondo in lizza (in questo caso Binner del Frente Amplio Progresista) dal 1983, ossia quando vinse Raúl Alfonsín la prima Presidenza dopo la sanguinosa dittatura di Videla, Viola e Galtieri.
I numeri segnano il vantaggio stratosferico: 53% dei voti, secondo i primi risultati, contro il 17% dell’avversario Hermes Binner, fino a poco tempo fa Governatore dello Stato di Santa Fe, nato il 5 giugno 1943 a Rafaela. Medico del Lavoro, Anestesiologo e Cardiologo, da giovane ha cominciato la sua carriera politica nel Partito Socialista Popolare, quindi nel Partito Socialista. È stato Sindaco di Rosario, terza cittá dell’Argentina, con quasi l’80% della popolazione d’origine italiana. Era partito 3 mesi fa dal quarto posto, dietro Cristina, Duhalde e Ricardo Alfonsín (figlio di Raúl) e nelle presidenziali è giunto secondo, ma a oltre 30 punti di distanza.
Ha vinto Cristina Fernández Kirchner perché è lei e, prima, il marito Nestor Kircnher, che controlla il Paese, i sindacati e l’economia. Soltanto a Buenos Aires Cristina non ha tanti seguaci, ma nel resto delle regioni, in alcuni casi ha ottenuto l’80%.
La sua discesa in Plaza de Mayo è una dimostrazione di riconoscimento soprattutto da parte della popolazione più giovane, arrivata a festeggiarla in modo molto colorito, con tamburi e fuochi d’artificio.
È a loro che la Kircnher si è rivolta, “ai giovani che vengono a salutare questo Governo con amore, perche’ hanno capito che stiamo lavorando per il presente, ma soprattutto per il loro futuro”, sottolineando, inoltre, la volontà di “approfondire il progetto per la crescita del Paese” senza “alcuna ambizione o interessi personali”.
La storia della dinastia Kirchner comincia nel 2003 quando, nelle elezioni presidenziali dopo la debacle di De la Rúa, del Default, del Corralito, degli scontri e la povertá, vinse suo marito Nestor Kirchner. In realtá, in quelle elezioni aveva ottenuto il 25% Carlos Menem e il 22% Nestor Kirchner: ma Menem, considerato che al ballottaggio avrebbe perso, non si presentó delegando così quest’uomo allora 53enne ancora sconosciuto a Buenos Aires, ma che aveva promesso di ripulire l’Argentina e portarla alla prosperitá.

Fu colui che prese la decisione piú scandalosa della storia economica argentina: non pagare il debito interno ed estero. Implicava uno scontro durissimo con gli istituti di credito e questo gli italiani lo sanno bene. 260.000 connazionali rimasero con pezzi di carta in mano, i bonds argentini. Kirchner fece un’offerta di restituzione del 25% del totale: molti accettarono, tanti ancora stanno aspettando.
Con molto coraggio ed un’austeritá esemplare, l’Argentina, sotto la guida di Kirchner, cominció a rialzarsi. Lui dimostró di essere un vero ’caudillo’, un politico di grande coraggio: per questo non ebbe mai paura di prendere decisioni durissime. Una delle prime diventò d’esempio in tutto il mondo. Quando visitó per la prima volta la sede del Comandante dell’Esercito in veste di Presidente della Repubblica, arrivando davanti ad un quadro con la foto del dittatore Jorge Rafael Videla disse al Comandante: “Mi faccia il favore di togliere immediatamente questo quadro”. I generali dell’epoca erano ancora affezionati ai dittatori di qualche decennio prima, e nessun politico si era mai azzardato a contraddire un uomo in alta divisa.
Con la crescita dei paesi emergenti come la Cina, l’India o il Brasile che furono soci strategici di tutta l’America Latina, anche l’Argentina fu toccata dalla magia dei commodities. I prezzi della carne, della soia, del grano aumentavano tutti i giorni, cosí come il petrolio: in Argentina c’é molta carne, molta soia e molto grano ed il petrolio è sufficiente per il paese. Nestor aveva un carattere difficile: gridava ordini a tutta la classe politica ed ebbe sempre una retorica molto provocatoria. Anche se appartenente allo stesso partito di Menem, legato alla Casa Bianca, Kirchner sposó le cause di Fidel Castro, Evo Morales, Correa e il polemico Chavez, mantenendo comunque una distanza sufficiente per non entrare nella lista nera degli USA.
Nel 2007, quando tutti immaginavano già la sua rielezione, Nestor prese la storica decisione di proporre sua moglie Cristina, già con una lunghissima carriera politica all’attivo, alla ’Presidencia de la Nación’. Fu già allora una vittoria da oltre il 50%. Cristina, che ha sempre cercato di ispirarsi alla figura di Evita Perón, ha amministrato con furbizia e piú diplomazia del marito, un paese che, grazie alla congiuntura internazionale ha continuato a crescere. E infine si è rilevata molto abile a tenere sotto controllo sia i sindacati che gli industriali.

Oggi continua a fare la Presidenta (guai a chi la chiama ’Presidente’) degli argentini. Pur presentandosi sempre elegante e attenta al guardaroba, Cristina è in prima fila quando si tratta di visitare i piú poveri ed aiutarli.: anche da lì arrivano i suoi voti e anche per questo ha conquistato oltre la metá della sua popolazione.
fonte: http://www.lindro.it/
di Stefano Casini
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