FOTOGRAFIA. - Al Doozo di Roma "Profilo d'acqua" di Angelo Cricchi . -
Profilo d’acqua di Angelo Cricchi
di Rodolfo M. Rocca
tratto da fratellitartaglione.org

Al Doozo di Roma in via Palermo 51-53, oltre all’ottima cucina giapponese, è possibile compiere un percorso fotografico proposto questa volta da Angelo Cricchi.
La mostra, inaugurata il 7 giugno, avrà visibilità fino al 5 settembre.
Lo spazio ospita un montaggio essenziale composto da pannelli sui quali sono affisse le 66 polaroid dell’autore.
Il piccolo formato facilita il rapporto diretto con l’immagine, per forza di cose a distanza ravvicinata e quindi adatto ad un osservatore unico piuttosto che alla visione d i gruppo.
Il lavoro, “Profilo d’acqua”, fa riferimento ai viaggi dell’autore (1990-1997-2001) vero e proprio esploratore e narratore della presenza e costumi umani nelle vicinanze dei più simbolici ed estesi fiumi quali Rio delle Amazzoni (nasce dall’America dalle Ande
peruviane e sfocia nell’oceano Atlantico), Orinoco (nasce in Venezuela e sfocia nell’oceano Atlantico), Mekong (nasce dall’altopiano del Tibet e sfocia nel mar Cinese), Huang-He (“fiume giallo”, nasce in Bayan Kara Ula e sfocia nel mar Giallo), Mississippi (nasce dal lago Itasca e sfocia nel golfo del Messico), Nilo (nasce dal monte Gikizi e sfocia nel mar Mediterraneo), Gange (nasce da Gagotri e sfocia nell’Oceano Indiano) e Danubio (nasce da Donaueschingen e sfocia ne Mar Nero).
Le immagini “vintage”, acquisite da banco ottico su polaroid (sopratutto T55), propongono una semplice e piacevole narrativa, contraddistinta dalla motivazione espressiva dell’autore piuttosto che da una esigenza di documentazione etnografica.
Sono da apprezzare i ritratti ravvicinati e gli ambienti che rimandano a culture e civiltà lontane individuando così negli oggetti pubblici come riti, indumenti e strutture comunitarie, il fattore differenziale dei contenuti visuali rispetto ai corrispettivi
occidentali.
La selva, altro tema ricorrente, esalta una dimensione tribale in armonia con il mistero e partecipazione, distanti dalla superficiale ricerca di senso che caratterizza la cultura occidentale.
L’immaginario geografico di culture a noi lontane viene amplificato da un codice visuale, la Polaroid, cui toni, contorni e contrasti risultano poco definiti e chiari.
Un complimento all’autore per la tenacia e pazienza che ha avuto (ricordiamo che le foto più recenti risalgono a 10 anni fa) nel muoversi con una Linhof Technika 4?x5? ; la fotografia ha bisogno di scelte spesso scomode…il peso dell’apparato in genere può assumere dimensioni frustranti per il fotografo ai primi passi non abituato all’ampio ventaglio di scelte, a volte determinanti …
Rodolfo M. Rocca
http://fratellitartaglione.org/2011/08/08/profilo-dacqua-di-a-cricchi/
