FRONTEX CONTRO I MIGRANTI paola
Nelle ultime settimane la procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati oltre 6.000 persone per immigrazione clandestina. Si tratta di tutti gli immigrati, per lo più tunisini, approdati a Lampedusa per fuggire alla crisi che sta attraversando tutto il nord Africa.
“Siamo costretti a iscrivere tutti nel registro degli "indagati”, ha confermato il procuratore capo di Agrigento, precisando che la procedura è la stessa seguita, ormai da anni, per tutti gli sbarchi di migranti. L’iscrizione nel registro degli indagati di tutti gli immigrati è dovuta al fatto che “al momento in cui arrivano in Italia non hanno alcuno status di rifugiato politico.
Quando e, se lo avranno, ci sarà il non luogo a procedere”.
Dal 1988, 14mila persone sono morte alle frontiere dell’Europa nel tentativo di immigrare nel vecchio continente.
Altre 4500 sono decedute mentre cercavano di raggiungere Mayotte, territorio francese, dalle Comore.
Dal ’93 ci sono stati 857 morti nel tentativo di raggiungere quest’isola.
Il sito owni.fr ha creato un memoriale virtuale per ricordare queste persone decedute nel tentativo di trovare una vita migliore.
Il breve testo ricorda alcune delle cause dei decessi:
sui 14mila morti, 300 persone sono decedute soffocate nei camion, 864 sono morte di fame e di sete o attraversando il deserto o in imbarcazioni alla deriva, 110 hanno perso la vita all’interno dei centri temporanei, 48 sono deceduti mentre erano in stato di fermo e 57 in prigione, 215 sono morti di freddo, 254 sono stati assassinati e ci sono stati 335 suicidi. 73 persone sono saltate in aria in campi minati.
Queste cifre sono provate, ma il dramma è probabilmente più ampio, con tutti gli scomparsi che non hanno lasciato traccia.
Le politiche migratorie dell’Unione europea hanno una responsabilità diretta in questa strage.
L'agenzia Frontex, creata nel 2004 per gestire le frontiere esterne dell’Europa, dovrebbe occuparsi "della cooperazione operativa fra gli stati membri in materia di gestione delle frontiere esterne ", formare guardie di frontiera nazionali e seguire le questioni "che rivestono un interesse per il controllo e la sorveglianza delle frontiere esterne".
Ma, Frontex, non si limita a gestire le frontiere esterne dell’Unione Europea dalle coste europee.
Agisce anche dalle coste dell’Africa, in particolare del Senegal, con il quale Frontex ha firmato un accordo di "cooperazione".
Con la collaborazione delle autorità senegalesi, le navi militari europee, che agiscono nel quadro di Frontex, ispezionano direttamente le imbarcazioni dei migranti.
Spesso con conseguenze mortali ; i migranti muoiono, annegano e spariscono lontano dagli sguardi.
Questa capacità di Frontex di proiettarsi oltre le acque europee è resa possibile dai suoi immensi mezzi :
un bilancio di più di 88 milioni di euro nel 2009, 21 aerei, 25 elicotteri e 113 navi armate.
Combattere Frontex è combattere la militarizzazione della lotta contro le migrazioni e rifiutare che il Nord diventi una fortezza che nega tutti i diritti ai migranti , spiega Mamadou Diop Thioune, presidente del Forum permanente della pesca artigianale in Africa.
Mamadou Diop Thioune è impegnato in questa mobilitazione anche perché le navi di Frontex confondono spesso le barche dei pescatori con quelle dei migranti…