I DIPENDENTI DELLA DIPLOMAZIA EUROPEA ABBANDONANO IL MINISTERO DEGLI ESTERI
Lavorare per il Servizio europeo per l'azione esterna non è più considerato un traguardo per i funzionari di Bruxelles. Al contrario sono sempre di più quelli che hanno abbandonato quello che di fatto è il ministero degli Esteri europeo per altri incarichi.
Sono stati sessanta negli ultimi nove mesi e hanno lasciato scoperti dipartimenti chiave della diplomazia comunitaria. I numeri non sono preoccupanti, ha detto a 'EuObserver' un alto funzionario del Servizio, David O' Sullivan, in totale si tratta del 4 per cento dei 1.500 dipendenti nella capitale belga.
Nelle settore privato, tra i grandi gruppi quotati in borsa, un tasso d'abbandono annuo dell'8 per cento è considerato fisiologico. Tuttavia se almeno il 2 per cento dei dipendenti che lascia non è più soddisfatto del proprio lavoro, allora scatta l'allarme. La maggior parte delle richieste di trasferimento nella diplomazia europea ricadono in questa categoria.
“Il Servizio è allo sbando, è un incubo” ripetono gli impiegati, “Si trattasse di un'azienda privata saremo già in bancarotta”.
Trascorsi due anni dalla sua istituzione, la strattura manca di organizzazione: le caselle email non funzionano, c'è carenza di telefoni, i rimborsi per le missioni all'estero, le spese mediche o la scuola per i figli arrivano con mesi di ritardo. In molte sedi diplomatiche i computer non sono dotati di sistemi per l'invio di documenti confidenziali.
Anche nello stesso ufficio dell'Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, Catherine Ashton.
La situazione migliorerà con il trasloco nella nuova sede a marzo del prossimo anno, ha garantito O'Sullivan che ha esortato i colleghi ad aspettare fino a quella data.
Per le rappresentanze sindacali, il rischio è invece un progressivo smantellamento del Servizio i cui compiti tornerebbero alla Commissione e al Consiglio europeo, dove già si stanno istituendo dipartimenti appositi. Nuove strutture per minare il ruolo di Ashton, si mormora dietro le quinte.
fonte: http://goo.gl/c988H
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