IN SIRIA E' NATO IL "CONSIGLIO NAZIONALE" CONTRO ASSAD
I leader dell’opposizione siriana hanno rotto gli indugi. Dopo essersi ritrovati in Turchia, i promotori della ribellione hanno deciso di formare un “Consiglio nazionale” per sostenere la rivoluzione contro il governo del presidente Bashar al-Assad.
Sono 140 gli attivisti che hanno formato il Consiglio, eletti dopo quattro giorni di dibattito serrato ad Istanbul. Il motivo è sempre lo stesso, “rovesciare la tirannia di Assad” in un tempo massimo di sei mesi, come ha spiegato Basma Qadmani nella conferenza stampa citata da Aljazeera.
“Dopo aver completato il primo livello di incontri consultivi, i gruppi rivoluzionari giovanili, i movimenti politici, gli attivisti e i tecnocrati hanno deciso di fondare il Consiglio nazionale siriano”, ha proseguito la portavoce del Consiglio.
Tuttavia metà delle persone che fanno parte del nuovo movimento politico-rivoluzionario sono rimaste anonime perché la maggior di essi si trova in Siria. “La legittimità di questo consiglio, deriva principalmente dal consenso che ha ricevuto dall’interno della Siria, quindi abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per contattare i gruppi di opposizione che si trovano lì”, ha evidenziato Qadmani.
Non si era mai vista in Siria un’opposizione così determinata ed unita per combattere il regime. I manifestanti hanno chiesto più volte l’aiuto delle potenze occidentali, ma Qadmani ha spiegato che per ora bisogna rafforzare la pressione diplomatica ed economica sul clan Assad.
L’appello del Consiglio nazionale non è caduto inascoltato. Dopo le sanzioni del UN e all’avvertimento degli USA, il Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto un intervento “coerente” sulle riforme strutturali promesse dallo stesso Assad ma mai pervenute. “Queste promesse non sono state mantenute”, ha dichiarato con frustrazione il politico europeo.
Solamente negli ultimi giorni, l’Organizzazione siriana per i diritti civili ha riferito dell’uccisione di 113 civili. Secondo le stime dell’Onu dall’inizio delle proteste sono stati uccisi 2.200 civili, cifra che per le organizzazioni per i diritti civile sale a 3.000. I dati sono difficili da riscontrare, in quanto i giornalisti non possono oltrepassare il confine siriano.
fonte: http://goo.gl/SfzLh
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