SATIRA - IL COLPO DI GENIO DI GIOVANARDI
Il crocifisso tra le tette: idee per una exit strategy
Casa Giovanardi, sono le 11 del mattino. Il ministro ha il volto tirato. Bussano alla porta. Arriva Bagnasco, poi Bertone atterra con l’elicottero in terrazza, si aggiunge anche Lupi. Viene chiamato addirittura il redento Capezzone. Arriva tutto trafelato e sudaticcio. I giornali sono sul tavolo del salotto.
In videoconferenza c’è anche Ruini. “Questa non me la doveva fare”, sospira Giovanardi. Il crocifisso tra le tette della Minetti è davvero troppo. La Minetti vestita da suora e Berlusconi amorevole e indulgente che le dice “che Dio ti benedica!”. Rubando il lavoro ai preti, poi.
Lupi prende in mano la situazione: “Ragazzi, allora, spremetevi le meningi: come cavolo lo tiriamo fuori stavolta? I parrocchiani esigono risposte”.
Bagnasco è il più sveglio di tutti: “Ma dai, facciamo come quando bestemmiò l’altra volta no? Diciamo che anche questa roba va contestualizzata. Ora chiamo monsignor Fisichella e mi faccio spiegare come ci riuscì”. Ma Fisichella si giocò la faccia quella volta: ipotesi bocciata.
Ruini è il più saggio e anche il più scafato e la butta lì: “Freud diceva che atti del genere dimostrano un profondo legame con la religiosità”. Ma ai presenti non risulta. “Vabbè, è lo stesso, tanto nessuno andrà a controllare se è vero”. Ipotesi bocciata.
Capezzone, vecchio radicale petulante, appare sconfortato e c’ha una botta di realismo: “No, stavolta la blasfemia è troppa. Il bunga-bunga con annessi crocifissi e benedizioni è troppo. Diciamo semplicemente che sono affari suoi. In fondo tanti preti fanno di peggio… Proviamo a sentire Quagliariello, lui ne spara sempre originali, qualcuno ha il numero?”. Ma non ce l’ha nessuno e nessuno vuole neanche averlo.
Sembra che non ci siano vie d’uscita. Stavolta difendere Silvio è impossibile. Quell’immagine lì, il crocifisso strusciato fra le tette della Minetti, è come un incubo negli occhi di tutti. “Ma Dio è con noi, perdio!”, esclama un affranto Lupi.
Ed è qui, al richiamo divinatorio, che Giovanardi ha il colpo di genio. “L’Europa, l’Europa!”, alza gli occhi al cielo. Cosa?
“Mah sì, quei laicisti volevano toglierci il crocifisso dalle scuole. Che sono luoghi pubblici. La Minetti è consigliera regionale, quindi cosa pubblica no? Attacchiamo l’Europa! E poi i seni sono simbolo di fertilità, di procreazione fra uomo e donna. Berlusconi non ha fatto altro che lodare l’Onnipotente! Lo ha ringraziato con originalità!”.
Ruini butta già la connessione evocando il membro di Buddha. Bagnasco vorrebbe suicidarsi ma sa che è peccato. Bertone vorrebbe fustigarsi, sa che non è peccato e infatti lo fa. Lupi avrebbe voglia di mollare Cl per passare con le coop. Capezzone invece si ricorda del suo triste passato e del suo ancor più triste presente. Sa che toccato il fondo, puoi sempre scavare: “Bravo Carlo, vieni qui che buttiamo giù il comunicato per le agenzie”.
fonte: http://goo.gl/X33nZ
di Matteo Pucciarelli
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