L'AMERICA TORNERA' IN EUROPA?

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

ziosam.jpgChi salverà l’Europa? Dopo l’ammissione che il ‘vertice della salvezza’ si è rivelato un fallimento, l’ombra di un implosione dell’Unione minaccia di oscurare le speranze di crescita e prosperità del Vecchio Continente. Fait vos jeux Madame et Monsieur. Ma a distribuire le carte, ancora una volta, potrebbe esserci lo zio Sam.

Nel 1947, un segretario di Stato Americano, tale G. Marshall, tenne un discorso all’università di Harvard dove annunciava che Washington stava per stanziare 17 miliardi di dollari ai Paesi europei per aiutarli a venir fuori dalla crisi e dalla distruzione causate dalla seconda guerra mondiale.

Quel Piano ebbe un discreto (eufemismo) successo. Non solo lanciò il boom economico in vari Paesi come ad esempio l’Italia, ma fece da volano alle prime forme di integrazione europea. Insomma, allo zio Sam faceva comodo un’Europa più coesa, con una Germania sotto controllo e con una prosperità diffusa.

Perché? Per avere una valida spalla nella lotta contro i rossi; per avere un mercato dove vendere i prodotti americani; perché l’Occidente vive solo se oltre agli Usa esiste anche un’Europa forte.

In tutti questi anni alla Casa Bianca hanno fatto il tifo per Bruxelles, pur continuando a preferire i rapporti bilaterali: tutti ricordiamo Kennedy a Berlino e i viaggi di altri Presidenti americani nei vari Paesi europei. Ma ricordiamo forse una visita a Bruxelles e qualche celebre discorso.

Insomma, aleggia più o meno da sempre quella domanda di fondo espressa da un americano europeo, Mr Kissinger: “Who do I call if I want to call Europe?”. Gli americani non hanno mai compreso la burocrazia europea, le mille strutture, i pilastri, i consigli, le commissioni e compagnia cantante. Per loro, l’aggettivo Vecchio di fronte a Continente è azzeccatissimo.

E oggi? Lo spettro del comunismo non esiste più da ormai vent’anni, ma esiste lo spettro di un mondo multipolare in cui gli americani vorrebbero un partner affidabile. Siamo ancora il più grande mercato al mondo e agli yankees farebbe piacere riempirci di smarphones, pads e altre aggeggi che solo loro sanno produrre. In poche parole, ancora oggi l’Occidente vive solo se Stati Uniti e UE sopravvivono.

Piccolo problema. Obama ha trovato un’eredità fallimentare in politica estera ed in politica economica; non ha una maggioranza nella camera bassa, non ha soldi. Ergo gli Stati Uniti sono messi maluccio. Ci vorrebbero aiutare? Probabilmente si.

Possono aiutarci? In questo momento no. La ripresa americana è ancora troppo debole, l’anno delle elezioni incombe e nella West Wing non sanno proprio come darci una mano. Del resto, sono messi così male che hanno chiesto a noi di combattere la guerra in Libia (pardon, missione umanitaria).

Washington potrebbe escogitare qualcosa? Difficile a dirsi. La sensazione è che il 2012 è l’anno sbagliato per chiedere aiuto. Dopo le elezioni, se il Presidente sarà ancora Obama e l’Europa verserà ancora in condizioni da “morto che cammina”, potrebbe essere una nuova mission quella di salvare il Vecchio Continente. Se invece la Presidenza sarà Repubblicana è lecito attendersi scelte piuttosto isolazioniste (salvo dover fare scampagnate per bombardare l’Iran).

 

fonte: http://www.meridianionline.org/2011/12/15/obama-america-europa/

di Matteo Arisci

olivia

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