E ' POLEMICA TRA DON GALLO E IL MINISTRO SACCONI. -
Don Gallo e le parole che dicono qualcosa
Il Fatto Quotidiano
dal Blog di Elisabetta Reguitti
“Quella di Sacconi, con la sua arroganza e prepotenza, è una barzelletta che non fa ridere, ma piangere.
E’ tragica.
Non è umorismo. E’ una farsa volgare e insopportabile”.
Così don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto a Genova, ha commentato l’intervento del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, alla festa dei giovani del Pdl.
Per spiegare le modifiche all’articolo 8 sulla contrattazione territoriale Sacconi infatti aveva sfoggiato una barzelletta-metafora degna del leader del suo partito.
“Faccio un esempio un po’ blasfemo – aveva esordito -, quello che disse una suora in un convento del ’600 dove entrarono dei briganti.
Le violentarono tutte tranne una. Il Santo Uffizio la interrogò e le chiese: Ma come mai non è stata violentata? Lei rispose: Perché ho detto no. Ecco – ha proseguito Sacconi -, come le suore stuprate, i sindacati possono dire di no”.
Ma don Gallo non ha risparmiato dure critiche anche al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni seduto accanto a Sacconi.
Alle parole del ministro “come minimo, avrebbe dovuto alzarsi e andarsene.
E’ gravissimo – ha detto Don Gallo – che non l’abbia fatto: la Cisl è in ginocchio davanti al capitale”.
E ha aggiunto: “A me piace l’umorismo, ho sempre vissuto di umorismo.
Quella barzelletta non è solo volgare, ma è il segnale che davvero la ‘tragicomica’ in Italia continua.
Mi ricorda l’avanspettacolo di quando ero ragazzo, quando la gente fischiava e se ne andava.
Adesso, poi – ha proseguito – vien fuori che la Minetti era vestita da suora alle feste di Arcore.
E il giro della Padania, che buffonata!
Siamo arrivati ad un livello in cui, quando il Governo si raduna per discutere della manovra, il più elevato culturalmente è Calderoli”.
Poi don Gallo ha sottolineato come “in passato essere parlamentare era motivo di orgoglio. Ora uno se ne guarda bene.
Tra poco i parlamentari dovranno vivere in clandestinità, per la vergogna.
Tutti giocano in questa situazione mostruosa in cui sanno che Berlusconi è al tramonto e che quindi l’ufficiale pagatore sta per andarsene.
Tutti pensano alla successione”.
Di fronte a tutto questo, “quello che a me preoccupa ancora di più – perché io amo la mia Chiesa – è che la gerarchia cattolica fa solo esortazioni generiche – ha detto il fondatore della Comunità di San Benedetto – ma non dice chiaramente che questi individui sono contro il bene popolo, contro la morale e contro la democrazia”.
E l’opposizione? “
Non ridono – ha risposto Don Gallo – e non piangono.
Sono spompati.
Tentennano su tutto”.
Secondo Don Gallo, però, non mancano anche i segnali di speranza: “Ieri sera a
Mantova ho trovato 1500 persone ad ascoltarmi.
C’è ancora attenzione.
Si deve partire da una presa di coscienza forte, per ricostruire la democrazia e la società civile.
Ci sono minoranze consistenti che stanno tirando su la testa.
La crisi che stiamo attraversando non è una crisi politica ma di sistema e di lunga durata. Ora non rimane che incontrarsi – ha concluso – e andare in piazza, con senso di responsabilità”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/10/don-gallo-e-le-parole-che-dicono-qualcosa/156584/
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