E ' POLEMICA TRA DON GALLO E IL MINISTRO SACCONI. -

Pubblicato il da tommasoliguori50

Don Gallo e le parole che dicono qualcosa

Il Fatto Quotidiano
dal Blog  di Elisabetta Reguitti
“Quella di Sacconi, con la sua arroganza e prepotenza, è una barzelletta che non fa ridere, ma piangere.

E’  tragica.

Non è umorismo. E’ una farsa volgare e insopportabile”.

Così don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto a Genova, ha commentato l’intervento del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, alla festa dei io-non-taccio.JPGgiovani del Pdl.

Per spiegare le modifiche all’articolo 8 sulla contrattazione territoriale Sacconi infatti aveva sfoggiato una barzelletta-metafora degna del leader del suo partito.

“Faccio un esempio un po’ blasfemo – aveva esordito -, quello che disse una suora in un convento del ’600 dove entrarono dei briganti.

Le violentarono tutte tranne una. Il Santo Uffizio la interrogò e le chiese: Ma come mai non è stata violentata? Lei rispose: Perché ho detto no. Ecco – ha proseguito Sacconi -, come le suore stuprate, i sindacati possono dire di no”.

Ma don Gallo non ha risparmiato dure critiche anche al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni seduto accanto a Sacconi.

Alle parole del ministro “come minimo, avrebbe dovuto alzarsi e andarsene.

E’ gravissimo – ha detto Don Gallo – che non l’abbia fatto: la Cisl è  in ginocchio davanti al capitale”.

E ha aggiunto: “A me piace l’umorismo, ho sempre vissuto di umorismo.

Quella barzelletta non è solo volgare, ma è il segnale che davvero la ‘tragicomica’ in Italia continua.

 sacconi smorfiaMi ricorda l’avanspettacolo di quando ero ragazzo, quando la gente fischiava e se ne andava.

Adesso, poi – ha proseguito – vien fuori che la Minetti era vestita da suora alle feste di Arcore.

E il giro della Padania, che buffonata!

Siamo arrivati ad un livello in cui, quando il Governo si raduna per discutere della manovra, il più elevato culturalmente è Calderoli”.

Poi don Gallo ha sottolineato come “in passato essere parlamentare era motivo di orgoglio. Ora uno se ne guarda bene.

Tra poco i parlamentari dovranno vivere in clandestinità, per la vergogna.

Tutti giocano in questa situazione mostruosa in cui sanno che Berlusconi è al tramonto e che quindi l’ufficiale pagatore sta per andarsene.

Tutti pensano alla successione”.

 

Di fronte a tutto questo, “quello che a me preoccupa ancora di più – perché io amo la mia Chiesa – è  che la gerarchia cattolica fa solo esortazioni generiche – ha detto il fondatore della Comunità di San Benedetto – ma non dice chiaramente che questi individui sono contro il bene popolo, contro la morale e contro la democrazia”.

E l’opposizione? “

 

Non ridono – ha risposto Don Gallo – e non piangono.

Sono spompati.

Tentennano su tutto”.

Secondo Don Gallo, però, non mancano anche i segnali di speranza: “Ieri sera a bandier rossaMantova ho trovato 1500 persone ad ascoltarmi.

C’è  ancora attenzione.

Si deve partire da una presa di coscienza forte, per ricostruire la democrazia e la società  civile.

Ci sono minoranze consistenti che stanno tirando su la testa.

La crisi che stiamo attraversando non è una crisi politica ma di sistema e di lunga durata. Ora non rimane che incontrarsi – ha concluso – e andare in piazza, con senso di responsabilità”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/10/don-gallo-e-le-parole-che-dicono-qualcosa/156584/

 

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