SINODO: Una chiesa dove nessun prelato ha la verità in mano.

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

Una chiesa democratica 

beab4a157a00b4ae104dfe2352a462a3.jpgÈ interessante che, tra i pochi esterni, a comprendere il valore del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste sia la Conferenza episcopale italiana, che qualche anno fa lo attaccò per il semplice fatto che una tale assemblea non poteva discutere di bioetica (si trattava di cellule staminali, procreazione medicalmente assistita e questioni di fine vita).

La discussione sinodale a riguardo oggi è molto avanzata, ma all’epoca si tentava di iniziare un percorso di studi per venire ad un orientamento o quantomeno per istruire la questione. La CEI comprese che la cosa straordinaria (per essa in senso negativo, naturalmente) non era la decisione nel merito, ma il fatto stesso che circa 180 persone non provenienti dalla gerarchia cattolica potessero solo osare mettere la bioetica all’ordine del giorno.

Il Sinodo non è solo una riunione annuale dei rappresentanti delle chiese valdesi e metodiste in Italia, insieme ai vari ospiti da ogni parte del mondo, e che dunque assume anche il carattere di evento, di happening, fondamentale per rinsaldare una piccola minoranza. Il Sinodo è la chiesa che decide su questioni più o meno importanti: una chiesa dove nessun prelato ha la verità in mano e può imporla ad altri.

Non è però solo dal punto di vista religioso che il Sinodo assume un carattere straordinario per la società italiana. Se lo paragoniamo infatti al Parlamento della Repubblica, ci si rende conto di come un posto in Sinodo sia molto più accessibile di un posto a Montecitorio. Non c’è bisogno di campagne elettorali (quando va bene) o pratiche clientelari (quando va male): ognuno può essere deputato dalla propria chiesa locale a rappresentarla nel consesso sinodale.

E allora, tra i membri del Sinodo non ci saranno solo pastori, professori, avvocati, magistrati, ma anche contadini, operai, impiegati, tutti educati all’interno delle chiese valdesi e metodiste a discutere insieme e a considerarsi sullo stesso livello davanti a Dio. Sembrerebbe un luogo idilliaco. Non lo è. Forse è solo un luogo un po’ più ’normale’ di altri. E per questo è difficile da capire all’esterno.

È difficile capire che una dichiarazione in conferenza stampa non rappresenta necessariamente la posizione della chiesa, foss’anche il moderatore della Tavola valdese a esprimerla.

È difficile capire che qualunque posizione ufficiale prenda il Sinodo non vincola la coscienza del singolo membro di chiesa. Pertanto le chiese valdesi e metodiste non promuovono l’eutanasia o il divorzio, ma la libertà di scelta, conseguenza della libertà di coscienza.

Lo stesso dicasi con la recente decisione di benedire le coppie dello stesso sesso, sostanzialmente confermata dall’ultimo Sinodo: non si pone chi la pensa diversamente al di fuori della chiesa, ma si ricorda che non è l’etica, la morale, il pronunciamento ex cathedra a fare la chiesa, bensì  l’adesione ad una comune confessione di fede, che tratta del Dio in cui si crede e non del comportamento del vicino di banco o del pastore.

fonte: http://goo.gl/7F7AT

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