- LIBRI - "L'ANELLO DELLA REPUBBLICA" - di Stefania Limiti (edito da Chiarelettere)

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

UN NUOVO ASSE ROMA-BERLINO, PER RISOLVERE IL PROBLEMA LIBICO (tommaso)

 Ottimo libro con i dettagli clamorosi di un testimone.                                                     L-anello-della-Repubblica.jpg

L'autrice Stefania Limiti:

 Aldo Moro è morto quando varò la strategia dell'attenzione nei confronti del Pci: era il novembre del 1968. Moro era un anticomunista che aveva compreso l'importanza di non escludere i comunisti dalle scelte fondamentali per il futuro del Paese. Pagò caramente questa convinzione. Il segretario di Stato americano, Henry Kissinger, glielo fece capire chiaramente in più occasioni, anche con duri atteggiamenti personali nei suoi confronti, che lasciarono Moro letteralmente sconvolto.

Moro disse in quel consiglio nazionale della Dc del novembre '68: "Non penso ad una comune gestione del potere ma ad integrare la nuova visione anche con l'opposizione comunista, così forte nel nostro paese".

Il Pci aveva condannato in quello stesso periodo l'invasione della Cecoslovacchia e i socialisti avevano subito una dura sconfitta alle elezioni del maggio. Tanto bastò, dunque, per far pensare che quella intenzione potesse indurre cambiamenti nella collocazione internazionale dell'Italia, con conseguenze dirette anche sull'impegno militare del nostro Paese all'interno della Nato.

Ecco, forse Moro fu dichiarato morto proprio in quel momento e forse la strada che porta a via Caetani parte da lì: secondo alcuni la strage di Piazza Fontana, che fu il primo vero tentativo di colpo di Stato in Italia, va messa in relazione all'omicidio Moro.

E' vero, Aldo Moro doveva salire sull'Italicus, il treno nel quale vennero collocate le bombe omicide da un gruppo fascista della Toscana. E' incredibile che la rivelazione fatta dalla figlia Maria Fida, ancorché assai tardiva, non sia mai stata presa in considerazione dagli inquirenti.

E' davvero incredibile, come, del resto, tante cose dell'omicidio Moro, un omicidio politico che aveva lo scopo di eliminare una personalità che rischiava di danneggiare gli interessi di potenti elitè politico-economiche e di modificare gli equilibri internazionali.

 

Il filo rosso che segue l'attentato è riconducibile soltanto alle Brigate Rosse oppure abbraccia uno scenario internazionale?   

Sebbene non siano state raggiunte certezze di alcun tipo in sede giudiziaria, è certo che le Br non agirono isolatamente. Non furono un 'cubo d'acciaio'. Questo può affermarlo ormai solo chi ha interesse a salvaguardare una sua particolare verità o menzogna. Di fronte al covo-prigione di via Gradoli, dove, secondo un uomo dell'Anello è stato tenuto Aldo Moro, c'è proprio in posizione simmetrica un covo della Banda della Magliana.

Un uomo della banda, durante il rapimento, era lì con il compito di 'controllarli'.

Un uomo dei servizi segreti si trovava in via Fani, al momento dell'agguato, un fatto mai spiegato. E un uomo della 'ndrangheta comparve sulla copertina del quotidiano madrileno El Pais la mattina del 10 maggio 1978: l'articolo diceva che, secondo fonti investigative affidabili, quello era l'assassino di Aldo Moro.

Quella foto e il suo nome scomparvero per sempre. Il sequestro e l'omicidio Moro fu un'operazione di altissima intelligence nella quale a decidere passo dopo passo gli eventi fu una volontà che non parlava solo italiano e che decise l'agguato, la prigionia, i tempi e le modalità dell'uccisione del presidente della Dc.

A chi è servita la morte di Moro?
Non serviva alla Brigate Rosse: non si è mai compreso perché un esercito uccide un ostaggio che il nemico non vuole indietro! Non serviva a tutte quelle 'agenzie del crimine' che a vario titolo, dalla mafia alla banda della Magliana, dalla camorra alla 'ndrangheta, hanno avuto un ruolo diretto o indiretto nella vicenda e nella morte di Moro. Il caso Moro si dispiega e si spiega solo in uno scenario di strategia della tensione: la sua morte serviva a consolidare gli equilibri internazionali e a salvaguardare le alleanze politiche compatibili con la Nato.

 

 

 

 

 

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