MAFIA DA ESPORTAZIONE

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

3885107_W300.jpgIncontriamo il Ministro della giustizia tedesco Juergen Martens ai margini del congresso dell’ELDR tenutosi a Palermo la scorsa settimana. La Sassonia è una delle regioni colpite dal fenomeno della ’Mafia da Esportazione’, crocevia di traffici di droga e prostituzione dall’est all’ovest d’Europa, luogo passaggio di organizzazioni criminali dalla Russia, Turchia, Albania e nel mirino della criminalità organizzata italiana per il riciclaggio di denaro sporco.

Ministro Martens, da quando esiste il problema della criminalità organizzata in Germania, in particolare in Sassonia?
Il problema inizia già negli anni ’70 nell’allora Germania occidentale e poi anche in tutta la Germania, ed è cresciuto in maniera continua. E ovviamente non riguarda soltanto le forme di criminalità organizzata come le conosciamo dal sud d’Europa, ma anche le organizzazioni dall’est Europa che in Germania sono molto attive.

Quali di queste organizzazioni illegali detiene il maggior potere in Sassonia?
Non abbiamo conoscenze di chi, tra mafia, ‘ndrangheta e altri, sia la più forte. Sappiamo invece che cosa fanno le organizzazioni, in Sassonia: ci sono stati e si verificano tutt’ora casi di attività di riciclaggio di denaro sporco. C’è il traffico di droga e la tratta delle schiave della prostituzione. E sappiamo che in Sassonia si sono rifugiati i colpevoli della strage di Duisburg.

Qual è stata la vostra reazione?
Per contrastare questo tipo di reato abbiamo adattato l’organizzazione delle forze dell’ordine, creando nuove responsabilità, dipartimenti appositi per la criminalità organizzata. Abbiamo ormai procuratori specializzati in materia. Esiste da tempo una legge per la confisca dei beni e del denaro proveniente dai reati mafiosi. Molti beni, oltre a altre destinazioni, vengono vendute in vere e proprie aste, tutti in Internet. Così c’è ovviamente la possibilità di acquistarli anche dall’Italia…

Venerdì è stata inaugurata qui a Palermo l’Agenzia per i Beni Confiscati alla Mafia. In Germania esiste una cosa del genere?
Abbiamo, sì, la legge, ma non ancora un ufficio dedicato. Vorrei aggiungere comunque un aspetto importante della nostra legge, quello di permettere alle vittime dei reati di accedere in modo privilegiato ai beni confiscati.

Come funzionano le procedure e i metodi investigativi: si agisce in modo trasversale tra la Germania e gli altri paesi europei?
Tra le regioni dello stato federale esiste una stretta collaborazione. Inoltre abbiamo strutture specializzate nel BKA (Bundeskriminalpolizei, la Criminalpol tedesca, ndr) e naturalmente c’è da tempo uno scambio sempre più intenso e strutturato di informazioni tra le forze dell’ordine tedesche e degli altri paesi attraverso Interpol. E’ molto positivo il fatto che stia crescendo sempre di più la collaborazione le amministrazioni in Europa, e in modo particolare tra le procure tedesche e italiane.

In Italia esistono da anni organi statali come la DIA, dedicati alla lotta alla mafia. E’ così anche in Germania?
No, finora non abbiamo una struttura che si occupa esclusivamente della criminalità organizzata. I casi gravi vengono trattati dal BKA.

Come si manifestano i reati della criminalità organizzata nella sua regione Sassonia?
Esistono tentativi di estorsione nei confronti di piccoli commercianti, artigiani e aziende. Ma non si può parlare, per quello che sappiamo, di un vero e proprio racket. I casi si limitano quasi sempre a reati tra cittadini stranieri. Ma sono pochi e isolati e spesso la polizia non riesce ad arrivare ai colpevoli. Per fortuna da noi non è un reato radicato nella storia, e quindi non trova terreno fertile tra la popolazione. I fenomeni legati alla criminalità organizzata sono invece il traffico di droga e la tratta delle schiave della prostituzione che transitano dall’est attraverso la Sassonia per arrivare in altre regioni.

A Palermo è riuscito ad aver uno scambio sull’argomento?Leoluca-Orlando.jpg
Ho parlato a lungo con l’ex-sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ma anche con altri colleghi e diversi magistrati. Affrontare qui il fenomeno mi pare però particolarmente difficile: in Sicilia la criminalità organizzata è profondamente radicata e vive sul fatto che molte persone si trovano in condizioni sociali precarie. Ammiro moltissimo il coraggio che politici come Leoluca Orlando hanno dimostrato in passato e dimostrano ancora oggi: la stessa cosa vale anche per i piccoli commercianti di Palermo che alla porta del loro negozio espongono un piccolo cartello: qui non si paga il pizzo!

fonte: http://goo.gl/O7JXk

di Constanze Reuscherolivia

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