LA TV CINESE DIVENTERA' COME LA CNN?

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

1284919948.jpgLa televisione di Stato cinese ha da ieri un nuovo direttore. Si chiama Hu Zhanfan l'uomo a cui il Partito comunista (Pcc), a un anno dall'insediamento del presidente designato Xi Jinping, ha affidato il compito di blindare i tubi catodici in patria e contribuire al successo del “soft power” della Repubblica popolare entrando nelle case di mezzo mondo.


Sì, perché la CCTV (che in questo caso non è l'acronimo di televisione a circuito chiuso, ma di China central television) non è più soltanto un'emittente nazionale con una ventina di canali.
 
Recentemente il governo ha stanziato 45 miliardi di yuan (5,3 miliardi di euro) per l'espansione dei media di Stato tra cui, oltre alla CCTV, l'agenzia di stampa Xinhua e China radio international. Dopo quello in lingua inglese di sole notizie (CCTV News), sono stati lanciati canali in arabo, spagnolo, francese e russo. Secondo i suoi stessi dati, l'emittente ormai raggiunge 210 milioni di famiglie in 156 paesi.
Sotto la guida del predecessore di Hu, Jiao Li, sono stati aperti “quartier generali” a Washington, Hong Kong, Londra, Nairobi e Rio de Janeiro che presto diventeranno stazioni dedicate ai rispettivi continenti.

Un progetto che mira a trasformare la CCTV in una CNN “con caratteristiche cinesi”, una tv globale che sia strumento di pubbliche relazioni prima che d'informazione.

Classe 1953, proveniente dal Guangming ribao – un quotidiano che si rivolge agli intellettuali è che è sotto il controllo del Dipartimento per la propaganda del Pcc – da direttore del Guanming Hu ha criticato duramente la possibilità di riforme politiche. Il periodo pre cambio della guardia ai vertici dello Stato e del Partito che, di fatto, si è aperto da qualche mese, ha già visto un giro di vite nei confronti di internet e carta stampata.
 
E secondo i bene informati anche il siluramento di Jiao potrebbe essere dce07f8424.jpgdovuto a un paio di “incidenti” occorsi negli ultimi mesi, quando il programma serale d'informazione live News 1+1 era stato cancellato due volte: la prima dopo che il presentatore, Bai Yansong, aveva criticato il modo in cui le autorità avevano gestito il disastro ferroviario di Wenzhou; la seconda dopo un servizio sulle proteste che hanno portato alla chiusura di un'industria chimica nella città di Dalian.
 
Negli ultimi anni la CCTV è stata protagonista di gaffe e oggetto di proteste clamorose. Nel gennaio scorso mandò in onda le immagini di “Top gun”, il film con protagonista Tom Cruise, spacciandole per un'esercitazione del nuovo caccia invisibile cinese.

Stanchi di una programmazione che, il più delle volte, dipinge il resto del mondo in preda a caos e rivolte e una Cina paese di Cuccagna, due anni fa una ventina d'intellettuali scrissero una lettera aperta accusando di “lavaggio del cervello” sia le news che le fiction storiche della CCTV e invitando a boicottarla.

Un nuovo direttore  e soprattutto un investimento miliardario. La Cina investe investire sulla CCTV. L'obiettivo è diventare come la CNN. La linea editoriale? Propaganda soft, ma guai a sbagliare...

fonte: http://goo.gl/Vg6gs

di Xin Qiang

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