MITT ROMNEY VS NEWT GINGRICH
Des Moines Iowa, ieri notte dibattito chiave nello stato che emettera’ il 3 gennaio il primo verdetto elettorale per la nomination repubblicana.
Mitt Romney parte subito all’attacco, si rivolge a Newt Gingrich, il nuovo “front runner” alle primarie, ricorda le sue dichiarazioni sui palestinesi che “non sono un popolo” e dice: “Ha gettato parole incendiarie in un pentola rovente”.
Poi partono riferimenti alle relazioni extraconiugali di Gingrich, alle mogli tradite in circostanze non certo da galantuomo (una aveva il cancro). Oggi e’ al terzo matrimonio. Insomma Newt testa calda e inaffidabile.
Iowa vuoi davvero lui alla guida del Paese? Gingrich incassa e risponde pacato. “Testa calda?” guardate al mio ruolo alla guida del Parlamento. “Le donne? E’ vero. Decideranno gli elettori”. Insomma Newt per un po' resta tranquillo, convinto che gli attacchi non lo danneggeranno.
Fino a quando non vengono messe in dubbio le sue credenziali di conservatore. Un attacco incrociato di Ron Paul il conservatore per definizione e di Mitt Romney il meno conservatore del gruppo lascia il segno. Comincia Paul, con un riferimento a Freddie Mac che garantisce mutui immobiliari e sibila: “un lobbista per Freddie Mac, incassando i soldi del contribuente americano?”
Gingrich in effetti, negli anni, ha incassato 1,8 milioni di dollari da Freddie Mac, l’epitomo dello statalismo per Tea Parteis e conservatori di destra. ”Facevo consulenze strategiche non il lobbista – si difende – e poi ero nel settore privato”. A Quel punto l’uno due di Romney :“K Street non e’ il settore privato”. Un riferimento bruciante alla serie televisiva sulla strada che ospita studi di avvocati e di lobbisti, think tank e gruppi media. E Gingrich, ex presidente della Camera e poi "lobibista", nonostante le sue smentite, diventa il simbolo della Washington che i conservatori detestano.
E’ questo il cuore del problema guardando all’Iowa e alla nomination in generale. Chi conquistera’ fino in fondo i conservatori? Tutto il resto e’ contorno: il primo dibattito senza Huntsman, non invitato perche’ al di sotto dei requisiti minimi nei sondaggi, senza Herman Cain, bruciato dalle sue relazioni extraconiugali, gli altri candidati rimasti sono solo una curiosita’. Perche’ i conservatori, duri e puri, di una nuova composizione genetica rispetto a quelli che conosceva Gingrich il reaganiano, in queste primarie dominano il partito.
Amano Paul, ma sanno che non potra’ farcela. Sono ansiosi, si sono
spostati da Perry a Cain e ora a Gingrich, ma non sono sicuri fino in fondo.
E se i sondaggi in Iowa danno Gingrich in forte vantaggio su Romney (31% contro 17%), i due terzi degli elettori dicono che potrebbero cambiare idea. Gingrich e’ stato anche attaccato da uno spot che lo mostra con Nancy Pelosi, Romney confida nella stabilita’. Nelle sue credenziali di affidabilita’: uomo d’affari e di famiglia, sposato con la stessa donna da sempre.
Finora e’ quello che ha avuto meno alti e bassi nei sondaggi, ma non e detto che la strategia paghera’. Per questo l’Iowa diventa sul piano psicologico un test chiave: dara’ la misura degli umori di un voto chiave per determinare la nomination repubblicana.
Che Gingrich sia meglio o peggio di Romney per battere Obama diventa un fattore secondario.
fonte: http://goo.gl/H04A6
di Mario Platero
