- NAZISMO - SOLUZIONE FINALE - Non fu il progetto di un folle solo. Fu il punto di arrivo di un procedimento burocratizzato. -
Tratto da: "Modernità e Olocausto"
Il progetto dello sterminio della popolazione ebraica europea non fu un progetto realizzato da alcuni leader ideologicamente motivati.
Si sviluppò, piuttosto, passo dopo passo, puntando ad ogni fase ad una destinazione diversa, compiendo delle svolte in risposta a crisi sempre nuove e spinto in avanti dalla filosofia "dell'attraversare il ponte dopo averlo raggiunto".
Hitler fissò l'obiettivo del nazismo - liberarsi degli ebrei e soprattutto rendere il Terzo Reich junderfrei, vale a dire, libero dalla presenza ebraica- ma senza specificare come l'obiettivo dovesse essere raggiunto -.
L'obiettivo doveva essere raggiunto; il modo di farlo dipendeva dalle circostanze, sempre valutate dagli "esperti", in base alla fattibilità ad ai costi delle scelte alternative.
Così, in un primo momento, la soluzione pratica al problema posto da Hitler, fu
individuata nella emigrazione degli ebrei tedeschi: se altri 0paesi fossero sstati pi ospitali verso i profughi ebrei, ciò avrebbe portato ad una Germania junderfrei.
Dopo l'annessione dell'Austria, Eichmann si guadagnò le prime lodi incondizionate, per aver accelerato e semplificato l'emigrazione della popolazione ebraica austriaca.
Ma poi il territorio sottoposto al dominio nazista cominciò ad allargarsi.
In un primo momento la burocrazia nazista vide la conquista e l'appropriazione di territori quasi coloniali, come la sognata opportunità di soddisfare in pieno gli ordini del Furer.
Si aprivano spazi in cui deportare gli ebrei che ancora abitavano il territorio tedesco vero e proprio, destinato alla preservazione della purezza razziale.
Una riserva separata che avrebbe dovuto accogliere il futuro "principato ebraico" fu individuata nelle vicinanze di Nisko, in quella che, prima della conquista, era stata la Polonia centrale.
Ma la burocrazia tedesca, gravata dall'amministrazione degli ex territori polacchi, si oppose a questo piano: essa aveva già abbastanza problemi a sorvegliare la popolazione ebraica locale.
Fu così che Eichmann lavorò per un annoo intero al progetto Madagascar: con la Francia ormai sconfitta, la sua remota colonia poteva essere trasformata nel principato ebraico che non era stato possibile creare in Europa.
Il progetto Madagascar, però, si dimostrò altrettanto sfortunato, considerata l'enorme distanza, i problemi del trasporto navale e la presenza della marina militare britannica sugli oceani.
nel frattempo le dimensioni dei territori conquistati continuavano a crescere, insieme al numero degli ebrei soggetti alla giurisdizione tedesca.
Al posto di un "Reic unificato" appariva sempre pià tangibile la prospettiva di un'Europa dominata dai nazisti.
Gradualmente ma costantemente il Reich millenario prendeva la forma ogni giorno più distinta di un continente europeo governato dalla Germania.
In queste circostanze l'obiettivo di una Germania junderfrei non poteva che adattarsi al processo in corso.
Quasi impercettibilmente, passo dopo passo, esso si trasformò nell'obiettivo di un'Europa junderfrei.
A questo punto le soluzioni alternative si dimostrarono incapaci di tenere il passo con le crescenti dimensioni del problema.
così il primo ottobre 1941 Himmler ordinò la cessazione di ogni ulteriore emigrazione ebraica.
Era stato trovato un altro, più radicale, strumento per portare a termine il compito di "liberarsi degli ebrei".
Lo sterminio fu scelto solo perchè era il più praticabile ed efficace dei mezzi adatti per risolvere il problema.
Il resto fu una questione di cooperazione tra diverse sezioni della burocrazia statale.
Furono pianificate le tecnologie e le attrezzature tecniche adatte allo scopo.
Fu redatto un bilancio e mobilitate le risorse necessarie: una questione di tediosa routine burocratica.
La scelta dello sterminio fu adottata perchè strumento adeguato ad assolvere un compito e fu il frutto di normali procedure burocratiche.
Non si vuole suggerire l'idea che l'Olocausto fu determianto dalla burocrazia di tipo moderno o dalla razionalità strumentale che essa incarna.
Si vuole suggerire l'idea che le regole della razionalità strumentale sono incapaci di impedire fenomeni del genere, che non c'è nulla in queste regole che possa mettere in grado le persone di denunciare metodi di ingegneria sociale analoghi a quelli dell'Olocausto.
Si vuole altresì suggerire che lo spirito della razionalità strumentale e la sua moderna quanto burocratica istituzionalizzazione rese le soluzioni adottate per l'Olocausto non solo possibili, ma fondalmentalmente "ragionevoli.
Aumentando così le possibilità che venissero scelte.
Tratto da:
"Modernità e Olocausto"
Autore: Zigmunt Bauman.
Editore: Il Mulino.
Vedi anche:
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