NUOVI STUDI SUL CERVELLO UMANO
Identificati i neuroni che ci permettono di ricordare il passato
Sono stati effettuati nuovi studi sul cervello umano in Germania dal team di Thorsten Bartsch dell’Università di Schleswig-Holstein.
Lo staff di scienziati ha ottenuto dei risultati notevoli sottoponendo dei pazienti sani e altri colpiti da un’amnesia globale transitoria acuta, allo stesso test: una risonanza magnetica che indaga sul passato remoto dei nostri ricordi.
Al paziente viene chiesto di ricordare anche fino a quarant’anni prima e ecco che un gruppo di neuroni si mettono a lavoro, i CA1, Cornu Ammonis. Queste cellule si trovano nell’ippocampo che è parte del cervello, localizzato nella zona mediale del lobo temporale e svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale.
L’esame ha riscontrato nei pazienti con amnesia, delle lesioni proprio nella zona in cui si manifestano i ricordi autobiografici, necessari per la consapevolezza di sè che si fonda in parte su questo tipo di ricordi del passato. E’ emerso inoltre che nel morbo di Alzheimer è colpita proprio questa regione cerebrale e quindi la ricerca tedesca si è rivelata maggiormente importante.
La demenza di Alzheimer ha, in genere, un inizio subdolo: le persone cominciano a dimenticare alcune cose, per arrivare al punto in cui non riescono più a riconoscere nemmeno i familiari e hanno bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici.
Il morbo oggi colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. E’ la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da un’alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. La scoperta potrebbe davvero rivelarsi utile.
fonte: http://goo.gl/aXQYv
Francesca Marinelli
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