"CHE" ED "OBAMA", DUE RIVOLUZIONI DIVERSE. (tommaso - il controcanto -)

Il Paese è alla deriva, dal punto di vista sociale, politico e istituzionale.
Siamo stretti tra debito pubblico, stagnazione e disoccupazione.
Il Governo, per rendere presentabili i conti pubblici, sta cartolarizzando tutto il possibile, complice l'opposizione.
La classe operaia si sta sfaldando, non essendovi più ideologie che la sostengono.
Tutto sta muovendo in un'unica direzione.
Se non scoppia un quarantotto, l'unica trasformazione, oggettivamente possibile, è una fuga in avanti verso un liberismo radicale, unica ideologia rimasta.
Questa volta il vento della rivoluzione non viene da Cuba bensì dagli Stati uniti.
Non ha i tratti dell'argentino Che Guevara, ma dell'afro-americano Obama.
Bisogna fermare la "bestia", come gli americani e le loro lobbies economiche chiamano la Pubblica Amministrazione, che sta divorando la parte sana del nostro Paese.
Berlusconi. al di là degli equilibrismi contabili di Tremonti, ha fatto poco.
E' necessario privatizzare la sanità e la previdenza fino ad arrivare al welfare. Bisogna ridurre la sfera d'azione dello Stato
e ampliare quella dei privati.
Meno Stato e più mercato.
Discorso di Barak Obama al Cairo il 5 giugno 2009
L'Impero tenta di risorgere e vuole esportare i suoi modelli culturali sociali ed economici, instaurare rapporti diretti con gli Stati del Medio Oriente, superando la mediazione delle dittature esistenti.
L'Italia è una provincia di frontiera un marchesato di confine.
Al di là del confine il Maghreb è in movimento.
Se non prevarrà il fondamentalismo islamico, la rivoluzione potrebbe estendersi anche in Italia e sarà di tipo liberista.
Berlusconi non finirà come Mubarak, il suo tempo come Premier sta per finire.
Se non riuscirà a salire al Colle, chi potrà negargli una poltrona di senatore a vita con immunità studiate ad hoc?
Quali eventi precorreranno questo cambiamento?
Chi ne sarà alla guida?
Il centro-destra, uno schizofrenico centro-sinistra oppure(visto che la partitocrazia è allo stremo) una più diretta emanazione dell'unica formazione sociale che può ancora candidarsi a questo compito,
quella degli imprenditori?
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Per quanto concerne la trasmissione di Annozero di ieri sera, come non condividere le opinioni di un "rivoluzionario" Tremonti, in particolare quella che la prima emergenza da affrontare è la finanza internazionale?
Questo sistema finanziario incosistente ed incosciente, può sì essere strumentalizzato, ma inevitabilmente si rivolgerà contro chi crede di saperne fare "buon uso".
vedi anche:
OBAMA CREA IL PRIMO SUPER-STATO - paola
Medio Oriente - sfida all'Iran (tommaso)
