TRIPOLI SMENTISCE: I CONTRATTI DA RIVEDERE CON L'ENI RIGUARDANO IL SOCIALE, NON LE FORNITURE DI PETROLIO E GAS

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

Paolo-Scaroni.jpgGiovedì scorso il primo ministro libico al-Kib era sembrato mettere in dubbio gli accordi siglati tre anni fa con il regime di Gheddafi. In realtà il governo provvisorio vorrebbe ridiscutere gli impegni presi dalla società del cane a sei zampe sul fronte del sociale (vedi articolo precedente: Il premier libico, Abdelrahim Al Keeb, vuole rivedere gli accordi con l'Eni)

La Libia precisa che la revisione chiesta per i contratti con l'Eni non riguardava la fornitura di petrolio, ma i progetti di sviluppo collaterali. "Per evitare confusione - chiarisce il comunicato ufficiale del primo ministro, libico Abdel Rahim al-Kib - vogliamo precisare che le attività oggetto di revisione riguardano i progetti di sviluppo sostenibile compresi nel memorandum d'intesa siglati da Eni e dalla Libia. Il petrolio e il gas non sono interessati".
 
La puntualizzazione si è resa opportuna dopo che alla vigilia di Capodanno, dalle stesse fonti di Tripoli, erano giunte parole preoccupanti sulle importanti forniture energetiche siglate sotto il regime del colonnello Muammar Gheddafi. "Il capo del governo di transizione Abdel Rahim al-Kib - era scritto nella nota del 29 dicembre firmata dall'ufficio del primo ministro - ha informato l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, incontrato mercoledì, che i contratti firmati tra il gruppo e il vecchio regime saranno rivisti e riesaminati conformemente agli interessi della Libia prima di essere applicati".

Tutto il mondo, si leggeva ancora in quella nota, "dovrà rispettare le scelte del popolo libico: le compagnie straniere che lavorano in Libia dovranno provare che sono partner della Libia e non di Gheddafi e del suo regime". All'Eni, nell'occasione, era stato chiesto "un ruolo significativo nella ricostruzione delle città distrutte dalle forze di Gheddafi".
 
Sembra insomma che i contratti da rivedere riguardino quel che gravita intorno alle forniture energetiche.

In passato (2010) Eni aveva siglato un contratto per la realizzazione di un progetto sociale nell'area di El Agheila, nel golfo della Sirte, per costruire 1.000 unità abitative con relative infrastrutture di servizio e di un porto navale, oltre alla realizzazione di opere industriali, tra le quali un impianto di desalinizzazione dell'acqua. Mentre nel 2006 la compagnia statale Noc, la Gheddafi development foundation e il gruppo del Cane a sei zampe avevano raggiunto l'intesa  per un programma di investimento di 150 milioni di dollari per varie iniziative tra cui formazione di giovani laureati libici, realizzazione di strutture ospedaliere, conservazione e ripristino di siti archeologici, interventi nell'edilizia scolastica.

Eni è presente in Libia dal 1959 ed è il primo operatore internazionale di idrocarburi con una produzione media tra 200mila e 300mila barili al giorno, tra petrolio e gas. L'attività del gruppo italiano, come quella di molti operatori nel paese, si era bruscamente interrotta lo scorso 16 marzo per riprendere gradualmente a fine settembre.

Nel giugno 2008, durante il regime di Gheddafi, erano stati siglati tra l'Eni e la Noc i sei contratti che estendono la durata dei titoli minerari fino al 2042 per le produzioni petrolifere, e al 2047 per quelle a gas.


fonte: http://www.repubblica.it/economia/finanza/2012/01/01/news/

di Andrea Greco

               olivia 2


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