VIAGGI: TAORMINA.
Taormina, bel mare di settembre
di Fabrizia Postiglione
Fonte: viaggi24ilsole24ore.com
La silhouette inconfondibile dell'Isola Bella, icona di Taormina, emerge da uno specchio d'acqua che riflette tutte le sfumature del verdeazzurro: dal giada pallido di certi ninnoli cinesi al verde smeraldo ipersaturo.
Dietro, a fare da sentinelle, gli ombrelli vegetali degli alti pini marittimi.
I ciottoli candidi dell'arenile vengono devotamente massaggiati dall'acqua, trasparente e tiepida, che
invita a lunghe nuotate.
Taormina è il posto perfetto per godersi l'ultimo mare a fine settembre e in ottobre.
Qui l'estate cede il passo all'autunno solo a novembre.
E c'è chi fa i bagni anche a dicembre inoltrato.
Poca folla, meno caldo, giornate limpide permettono di assaporare in santa pace il mare e le attrazioni culturali.
La Sicilia costiera vanta infatti una media di circa 2665 ore di sole l'anno e così il clima crea una scenografia in cui la classica macchia meditarranea si affianca a palme, bouganvillea, banani .
Tonno e melanzane a chilometri zero.
Un viaggio in Sicilia non può prescindere da un edonistico (e "scientifico") approfondimento delle leccornie locali.
Al ristorante Fusion, sulla bella terrazza sul mare del resort la Plage, la brezza
spettina gli oleandri e, mentre arrivano tagliatelle con crema d'aglio, piselli e cozze, si può ingannare l'attesa con un piatto di pesce crudo alla siciliana, che farebbe invidia a qualsiasi guru del sashimi.
Lo chef è Giorgio Rimaudo, un 47enne pacato che da anni pratica coscienziosamente la filosofia culinaria della cucina a chilometro zero, oggi diventata super trendy nelle metropoli più frenetiche del pianeta, da New York a Londra.
Rimaudo tiene a sottolineare che lui è "uomo di padella e non di penna".
Infatti, senza atteggiamenti da star che caratterizzano molti chef, mette a frutto la sua vastissima conoscenza di ingredienti locali per creare piatti davvero deliziosi.
Parla con sincera devozione dei vari tipi di melanzane: dalla melanzana ragusana (più dolce di quelle "classiche") a quella violetta, usata nel Catanese.
Oppure spiega i segreti per riconoscere il tonno buono da quello "sofisticato" (non deve essere mai troppo rosso!).
Si dilunga sulle caratteristiche del gambero di Mazara e del gambero viola, (che
in realtà è di colore rosso e viene pescato nel Siracusano).
Si sofferma pure sulla "pesca del cianciolo", un tipo di pesca notturna in cui si circonda il pesce con una rete, che viene praticata a Capo Passero, l'estrema punta sud-orientale della Sicilia continentale, dove il Mediterraneo incontra lo Ionio.
E a proposito di combinazioni insolite, cita una speciale caponata di verdure che si prepara anche con il cioccolato.
Taormina, tra teatro greco e palazzi barocchi.
A metà pomeriggio, è il momento giusto per salire a Taormina.
Il mezzo migliore (per chi non ha l'auto, ma anche per chi ce l'ha, vista la
scarsità di parcheggi) è la cabinovia, la cui stazione a valle si trova
proprio un paio di minuti a piedi dal resort La Plage.
Arrivare a Taormina dopo aver dondolato placidamente nell'uovo di vetro è
un'esperienza spettacolare: appollaiata su un terrazzo del monte Tauro,
la cittadina è sospesa su una rocca di 206 metri tra rocce e mare, in uno scenario di bellezze naturali unico.
Affollatissima di russi, inglesi, americani e gitanti locali in piena estate, Taormina dà
veramente il meglio di sé verso fine settembre e per tutto ottobre, quando torna ad essere più intima.
Una volta dimagrito il traffico di turisti, si capisce profondamente perché sia stata una destinazione imprescindibile sul mappamondo di tanti globetrotters dei secoli scorsi.
Localià turistica preferita già nell'antichità da vari popoli (tra cui i Romani, i Greci, i Normanni), Taormina divenne una tappa importante ai tempi del Grand Tour, quando i
ricchi giovani dell'aristocrazia europea viaggiavano nel Vecchio Continente per perfezionare la loro educazione.
Nel 1787 vi era già arrivato, tra gli altri, Goethe, accompagnato dal disegnatore Kniep. Fu però verso la fine del XIX secolo che Taormina raggiunse l'acme della notorietà internazionale.
Cominciarono ad affluire nobili e ricchi inglesi, molti dei quali acquistarono palazzi e ville.
Presto furono affiancati da nordamericani, svizzeri, olandesi, tedeschi, austro-ungarici.
D.H. Lawrence abitò per circa due anni nella città e la sua villa (La
Fontana Vecchia) fu acquistata 30 anni dopo da Truman Capote, che disse di avervi tratto ispirazione per The Grass Harp (L'Arpa d'Erba, Garzanti, Milano, 1953).
Impossibile elencare tutti i geni della letteratura, dell'arte e della
musica che hanno visitato e amato Taormina: da Salvador Dalì a Edmondo
De Amicis, da Alexander Dumas ad Andrè Gide, da Paul Klee a Gustav
Klimt, da Guy de Maupassant a Luigi Pirandello, da Bertrand Russel a
Leonardo Sciascia, John Steinbeck, Elio Vittorini, Oscar Wilde.
A questi si aggiunge una lunga lista di divi del cinema e pop star internazionali dei giorni nostri (da Ava Gardner a Rod Stewart, per intenderci).
Le sei e mezza del pomeriggio sono ufficialmente l'ora della passeggiata in Corso
Umberto: da non perdere una sosta da Arancini in Corso per i deliziosi arancini di riso e al Bam Bar per una granita di fichi.
Si può scegliere tra una ventina di gusti, come limone, pesca, anguria o caffè, emagari abbinarla con una brioche calda.
D'obbligo un'occhiata alle vetrine delle boutique (dribblando però i troppi negozietti di paccottiglia) e l'aperitivo allo storico Hotel San Domenico Palace.
Quanto alle attrazioni artistiche e architettoniche, la capitale della Sicilia bizantina durante il IX secolo offre l'imbarazzo della scelta.
Prima di tutto lo splendido Teatro Greco (sede del Taormina FilmFest).
Costruito dai Greci, che nel VII secolo a.C. fondarono la colonia di Naxos ai piedi del colle su cui giace il teatro antico, e in seguito ristrutturato dai Romani, è il secondo per dimensione in Sicilia dopo il Teatro Greco di Siracusa.
Scavato nella roccia, ha un panorama maestoso sullo Ionio e sull'Etna.
Sempre a Taormina si può vedere l'Odeon, un piccolo teatro costruito in epoca romana imperiale, situato in zona Corso Umberto.
A pochi passi da porta Catania, in Piazza Duomo, si trova la cattedrale di San Nicola, con la sua facciata medievale e il portale barocco.
Palazzo Corvaja, in Piazza Vittorio Emanuele (adiacente a Corso Umberto), è invece un magnifico esempio di arte quattrocentesca e cinquecentesca, e oggi ospita il Museo siciliano di arte e tradizioni popolari.
Bella anche la chiesa rococò di San Giuseppe, affacciata sulla bella Piazza IX Aprile, il cui belvedere regala una panorama spettacolare su tutta la costa. Il momento più magico è quando cala il crepuscolo e le luci della cittadina si accendono. I bambini che si rincorrono chiamandosi ad alta voce per tutta la piazza sembrano per
qualche attimo un'eco lontana, mentre Taormina viene avvolta nell'"ora
blu", più fiabesca e atemporale che mai.
http://www.viaggi24.ilsole24ore.com/WeekEnd/Enogastronomia/2011/09/taormina.php
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