ULTIME NOTIZIE
Si conterebbero due morti e tre feriti gravi nell'esplosione che ha scosso poco fa il centro della capitale turca, Ankara.
Lo riferisce l'emittente Ntv, parlando di un bilancio provvisorio. La tv spiega che l'esplosione è avvenuta in una vettura su Via Kumrular, nel distretto di Kizilay, e ha provocato un incendio. Sei auto e gli edifici circostanti hanno subito danni gravi, mentre le cause dello scoppio non sono ancora chiare. La tv mostra le immagini delle ambulanze che accorrono sul posto, da cui si innalza una fitta colonna di fumo. La polizia, citata dalla Cnn Turk, sospetta che la deflagrazione sia stata causata da una bomba
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Yemen, terza giornata di scontri tra dimostranti e lealisti: 9 morti
Da ieri si trovano a Sanaa un inviato dell'Onu, Jamal bin Omar, e il segretario generale del Ccg per convicere il vice presidente Abd Rabbo Mansour Hadi a firmare piano di transizione
Sarebbe di almeno nove morti il bilancio degli scontri dei manifestanti con le forze governative in Yemen. Lo riferisce la televisione panaraba Al Arabiya.
Secondo Al Jazeera, un accampamento degli oppositori in una piazza a Sanaa è stato colpito con razzi, provocando la morte di sei dimostranti. Nei tre giorni di mobilitazioni antigovernative sarebbero morte almeno 50 persone nella repressione delle manifestazioni dell'opposizione e in scontri tra militari passati all'opposizione e truppe lealiste.
Ieri erano scoppiate delle violenze tra forze lealiste e militari della Prima divisone corazzata, comandata dal generale Ali Mohsen, che fin dal marzo scorso si è schierato contro il presidente Ali Abdallah Saleh.
Secondo testimoni locali, ieri le forze anti-governative si sono impadronite di una piccola base militare nella capitale.
Dopo l'attentato del giugno scorso, Saleh si trova ancora in convalescenza in Arabia Saudita, dove è stato ricevuto dal re saudita Abdallah. Ad aprile il Consiglio di Cooperazione del Golfo, di cui Riad è membro, ha proposto un piano di transizione per accompagnare l'uscita di scena di Saleh dopo 33 anni al potere.
L'inviato dell'Onu, Jamal bin Omar, e Abdul Latif al Zayani, segretario generale del Ccg, si trovano da ieri a Sanaa per favorire la firma del piano da parte del vice presidente Abd Rabbo Mansour Hadi, che regge provvisoriamente il governo
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Grecia, la Roche non vende più farmaci agli ospedali pubblici
Il colosso farmaceutico svizzero ha crediti non pagati da più di tre anni. Si teme il contagio nella sanità pubblica in tutta l'Eurozona: a rischio la Spagna
Affossata dai debiti, la sanità greca naufraga insieme al resto del Paese. Il colosso farmaceutico svizzero Roche ha tagliato le spedizioni di medicinali usati soprattutto per la cura del cancro agli ospedali pubblici greci. “Non pagano da più di tre anni”, ha dichiarato il direttore generale della multinazionale del farmaco Severin Schwan.
I debiti con le casa farmaceutiche contratti negli ultimi 18 mesi sono pari 1,9 milioni di euro, di cui è stato restituito solo il 37 percento. Nel 2010 gli ospedali avevano pagato la Roche con 400 milioni in bond greci. Non un grande affare per la casa svizzera, che ha visto i suoi debiti trasformarsi in debiti della Grecia: “Non avevamo scelta. Tutti li prendevano. O li accettavamo, o non ottenevamo nulla”, ha raccontato al Wall Street Journal Schwan. È tutto il comparto sanitario a vacillare, con sotto una voragine da otto miliardi di euro, secondo le stime dell’Associazione ellenica delle compagnie farmaceutiche.
Ora nel mirino ci sono le altre aziende ospedaliere statali d’Europa. La sanità pubblica spagnola, secondo quanto riporta El Pais, mostra i primi segni di cedimento: alcuni ospedali di Castilla y León hanno ritardi nei pagamenti che arrivano a circa 900 giorni, cioè, quasi tre anni. La Roche, però, ha promesso di non prendere provvedimenti drastici. Finora dal ciclone sembra esclusa la sanità italiana.
fonte: http://it.peacereporter.net/
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