LA STORIA DEI REGIMI MILITARI VISTA ATTRAVERSO LE TELENOVELAS
fonte: http://goo.gl/wnQdE
di Maurizio Matteuzzi
La serie tv che scuote il Cile
Prima la Spagna, poi il Brasile e ora il Cile. Finalmente. La telenovela, a volte, rompe i tabù e arriva là dove la politica o la giustizia, per tante ragioni, non possono o non vogliono arrivare.
In Spagna, a partire dal 2001, fu la serie televisiva Cuéntame cómo pasó - fra le polemiche dei nostalgici e lo straordinario successo di pubblico - a scardinare quella perversa equazione «amnesia-amnistia» che era stata alla base della troppo lodata «transizione morbida» dalla dittatura franchista alla democrazia dopo la morte dell'infame caudillo nel '75.
In Brasile, qualche mese, fa è stata un'altra telenovela, Amor e Revolução, a sollevare un velo sugli obbrobri del regime militare del '64-'85, ormai l'unico della nuova America latina a non aver mai dovuto pagare nessun conto pendente del passato (i militari continuano a celebrare il primo aprile di ogni anno, il giorno del golpe contro il presidente João Goulart che loro chiamano «Rivoluzione», anche il grande Lula non ha fatto nulla nei suoi otto anni di presidenza e la stessa Dilma Rousseff, l'attuale presidente, guerrigliera imprigionata e torturata, si trova di fronte a un muro di gomma)
Ora è il momento del Cile. Dove Pinochet è riuscito a farla franca nonostante i tentativi fatti all'estero (a Londra e Madrid) e all'interno (pochi valorosi, come il giudice Guzmán Tapia), ma altri responsabili degli orrori di quei 17 anni sono finiti, pur tardivamente, sotto processo e in galera.
Una settimana fa TVN, la televisione pubblica cilena, ha presentato il primo di una serie prevista su 12 episodi, uno alla settimana, intitolato Los archivos del Cardenal, gli archivi del cardinale, riferimento all'arivescovo di
Santiago, Raúl Silva Henríquez (ormai morto) che dopo aver celebrato un famoso Te Deum in onore di Pinochet nei giorni immediatamente successivi al golpe dell'11 settembre '73 contro la Unidad popular di Salvador Allende, divenne il più implacabile nemico della dittatura e dei suoi misfatti. La serie, interpretata da attori cileni famosi e di grande appeal, si basa su fatti accaduti nei 17 anni dal '73 al '90.
Fin dal primo episodio ha registrato uno straordinario successo di audience e fortissime polemiche (dalla destra, mai uscita davvero dal potere e ora di nuovo alla presidenza con il post-pinochettista Sebastián Piñera).
Il produttore della serie Rony Goldschmied e il regista Nicolás Acuña rispondono che le storie presentate sono il frutto di scrupolose ricerche di archivio durate tre anni e che le polemiche si devono al fatto che in Cile, a 21 anni dal ritorno della democrazia e dopo 4 amministrazioni di centro-sinistra, «le ferite della dittatura sono ancora aperte». «Il paese non ha mai aperto un dibattito vero su quel che accadde durante la dittatura. E' la prima volta che il tema viene affrontato in uno dei grandi mezzi di comunicazione, come TVN, e in un orario nobile», ha detto il regista.
Il primo episodio era centrato sul ritrovamento dei resti di 15 campesinos sequestrati e assassinati dai pinochettisti nel '73. Altri parleranno del dramma della famiglie dei desaparecidos, della rete di solidarietà (la Vicaria del solidaridad) piedi da preti e giovani avvocati. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Le polemiche «sono solo all'inizio», ha detto Acuña.
* * * * *
SEGUICI SU FACEBOOK, "TI PIACE ?": http://goo.gl/Om6Xz
VEDI ANCHE:
GAZA: IL COMITATO DELL'ONU DENUNCIA "IL DISPREZZO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE"
DIRITTI UMANI - Repressioni e torture
Il liberalismo dei sindacati dei lavoratori certifica il suicidio della "classe operaia"?
MALASANITA' E LOBBIES: VENDOLA & CO. NON MOLLANO IL "SAN RAFFAELE" PUGLIESE
LIBIA: UCCISO YOUNIS, L'EX MINISTRO DI GHEDDAFI *** (paola)
CHI TOCCA I FILI... MUORE DI POLITICA --- (paola)
A.A.A. POLITICA CERCASI...(NO OPPORTUNISTI) -
