PUTIN, SORRISO DA FUNERALE

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

putin.jpgTutto esattamente come previsto dai sondaggi: nelle elezioni di ieri Russia Unita si attesta sul 50%, perdendo quasi 10 milioni di voti e 80 deputati.

Il senso della giornata lo si legge sul viso da funerale di Vladimir Putin, quando si presenta insieme a Dmitrij Medvedev per commentare l'esito delle elezioni parlamentari svoltesi ieri nella Federazione Russa.

Il partito dei due leader, Russia Unita, non supera il 50 per cento dei voti espressi, contro il 64 che aveva ottenuto nel 2007. "Un risultato ottimale", dice il premier, ma è chiaro che ottimale non significa soddisfacente: significa solo che si temeva di peggio e non si sperava di meglio - insomma che la scienza dei sondaggi demoscopici ha fatto molti progressi anche in Russia. "E' la democrazia, è normale", aggiunge Medvedev, sottolineando che adesso il suo partito (era lui il capolista in queste elezioni) governerà "con accordi di coalizione con altre forze politiche" - una cosa quasi inaudita, per gli standard storici del Cremlino.

Stamattina, dopo le consuete lunghe ore di incertezza e assenza di alcuni risultati cruciali (per esempio Mosca e San Pietroburgo), la Commissione elettorale ha annunciato i numeri quasi definitivi, quando si è al 96 per cento delle schede scrutinate.

La partecipazione sarebbe del 60,2 per cento (rispetto al 63,7 di quattro anni fa); quattro partiti, come in precedenza, avrebbero ottenuto seggi alla Duma e cioè Russia Unita, 238 seggi (ne aveva 315), ottenuti grazie al 49,9 per cento dei voti più il riparto pro quota dei voti andati dispersi; Partito Comunista, 92 seggi (ne aveva 57) con il 19,2 per cento dei voti; Russia Giusta, 64 seggi (ne aveva 38) con il 13,5 per cento; Partito Liberal-Democratico 56 (ne aveva 40) con l'11,7 per cento.

I risultati in voti assoluti non sono stati ancora resi noti, ma da un calcolo approssimativo si può dire che Russia Unita dovrebbe aver ricevuto quasi dieci milioni di voti in meno rispetto al 2007.
Non sono ancora dati definitivi, ma a questo punto le variazioni dovrebbero essere minime, così come è difficile che i ricorsi presentati immediatamente da due dei partiti che non hanno superato la soglia minima, Yabloko (3,3 per cento) e Giusta Causa (0,6) possano cambiare la situazione. Non ha presentato ricorso, almeno per ora, il partito dei Patrioti di Russia, rimasto intorno all'1 per cento dei voti.

E' vero che ci sono state moltissime segnalazioni di irregolarità e violazioni, sia da parte degli osservatori di partito sia da parte dello stesso ministero dell'interno, che ha denunciato oltre mille irregolarità annullando un milione di schede; ma nel complesso non sembra che i risultati annunciati possano essere radicalmente lontani dal vero.

Alcune annotazioni interessanti: i risultati peggiori Russia Unita li ha vladimir_putin.jpgraccolti non a Mosca, come si prevedeva (ha avuto il 46 per cento) ma in Siberia e in Estremo Oriente, dove il partito è rimasto sotto il 40 per cento. L'affluenza maggiore è stata registrata come sempre nelle regioni caucasiche, con una punta del 94 per cento in Cecenia.

I seggi predisposti nelle ambasciate per il voto dei russi residenti all'estero hanno visto il successo incontestato di Yabloko, il partito liberale di Grigory Yavlinskij che negli anni '90 aveva goduto di un buon successo anche in patria.

In termini pratici, se la situazione definitiva sarà quella che appare oggi, il premier Putin potrà continuare a governare con la maggioranza assoluta alla Duma, ma senza la possibilità di cambiare la costituzione in mancanza di accordi con altre forze politiche.

Putin avrà comunque modo di controllare pienamente gli apparati dello Stato che contano, e di usufruire senza limiti del loro appoggio in vista delle elezioni presidenziali del 4 marzo - nelle quali punta ad ottenere un successo assai più largo di quanto non abbia potuto avere il suo partito.

Detto ciò, è evidente che a questo punto anche gli altri tre partiti entrati in Parlamento avranno maggior voce in capitolo, in particolare il Partito Comunista del sempiterno Gennady Zyuganov che potrà a buon diritto vantarsi di aver saputo più di tutti approfittare della crisi di credibilità del partito del potere.

fonte: http://goo.gl/LtFDC  olivia

di Astrit Dakli

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