TURCHIA: IL PKK ASPETTA UNA NUOVA COSTITUZIONE DEMOCRATICA

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

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L’attacco del PKK è avvenuto in coincidenza con l’inizio dei lavori parlamentari per la stesura della nuova Costituzione che dovrebbe dare soluzione al problema curdo – scrive il giornalista turco Murat Yetkin

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La tempistica dell’attacco da parte del fuorilegge Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che mercoledì ha ucciso almeno 24 soldati in incursioni sincronizzate contro postazioni militari turche nell’area di Hakkari al confine iracheno, la dice lunga sul futuro della politica in Turchia e in Medio Oriente.

La stampa turca ha subito fatto riferimento al secondo anniversario dell’ingresso di otto membri del PKK al confine di Habur, che ebbe luogo come parte della strategia di “apertura curda” del governo.

Ma la reale dimensione dell’attacco e la sua tempistica sembrano andare al di là di ciò.

Il giorno prima dell’attacco, tutte le notizie in Turchia come nel resto del mondo, erano concentrate sullo scambio del soldato israeliano Gilad Shalit con un totale di 1.027 detenuti palestinesi, 11 dei quali sono stati trasferiti dall’Egitto alla Turchia, come parte dell’accordo.

Oltre ai sospetti di alto livello – in parte sollevati dal primo ministro Recep Tayyip Erdogan ieri, secondo cui il PKK starebbe “agendo come subappaltatore” di alcuni attori più importanti nella politica internazionale – si può dire che al PKK non piaccia che l’attenzione dell’opinione pubblica sia distolta dalla sua agenda curda. Si può ricordare che il PKK aveva colpito un’unità militare vicino alla base mediterranea turca di Iskenderun, nella notte in cui si consumò la tragedia della flottiglia della Mavi Marmara (in cui nove turchi furono uccisi dai soldati israeliani), il 31 maggio 2010.
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L’accaduto si può leggere anche in un’altra prospettiva, alla luce della visita del presidente Abdullah Gul alle unità militari al confine, nella stessa provincia di Hakkari. Egli si è recato laggiù insieme al Capo di Stato Maggiore, generale Necdet Ozel, rilasciando ai media immagini ufficiali che lo mostravano per la prima volta in mimetica militare. E ’stato un richiamo, rivolto a coloro a cui potrebbe interessare, che Gül è il comandante in capo dell’esercito, secondo la Costituzione turca. Ieri, egli ha reagito molto duramente promettendo vendetta.

Sono apparse anche notizie, nei media turchi e curdi iracheni, secondo cui alcuni villaggi nelle montagne Kandil in Iraq, che ospitano il quartier generale del PKK, sarebbero stati evacuati. Potrebbe certamente essersi trattato di una precauzione della leadership curda irachena, la quale non voleva che venissero colpiti i civili qualora l’esercito turco avesse attaccato i campi.

Ma uno scenario più importante e rilevante riguardo alla tempistica dell’attacco del PKK dovrebbe essere incentrato sul lavoro parlamentare per una nuova Costituzione turca, che doveva essere avviato ieri.

Tutti i partiti che ora dispongono di un gruppo nel parlamento turco, compreso il partito “Pace e Democrazia” (BDP), che riconosce di condividere la stessa base elettorale del PKK, avevano promesso ai loro elettori una nuova Costituzione al fine di rafforzare il livello di democrazia in Turchia.

Ci si aspetta che la nuova Costituzione dia soluzione ai seri problemi della democrazia turca, come la questione curda e la necessità di esercitare un maggior controllo politico sulle forze armate.
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Ecco perché il presidente del parlamento Cemil Cicek ha legato l’attacco di ieri del PKK al lavoro costituzionale. E questo potrebbe essere il motivo per cui Erdogan ha detto che la Turchia non cadrà nella trappola di questa “provocazione”, pur promettendo di colpire in risposta; nel frattempo il generale Özel era già alla frontiera e le truppe turche avevano già attraversato il confine con l’Iraq.

Gli eventi dei prossimi giorni potrebbero influenzare le dinamiche politiche di tutto il vicinato turco.

Murat Yetkin è un giornalista turco; è caporedattore del quotidiano Hurriyet Daily News
fonte: http://goo.gl/M51qm

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