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E se la Cina non avesse i mezzi per aiutare l'Europa?
In occasione della visita in Austria del presidente cinese Hu Jintao, Die Presse mette in guardia contro "le false speranza sul salvatore cinese". La potenza finanziaria che Pechino sfoggia all'estero non cancella infatti i problemi interni che affliggono il governo cinese, spiega il quotidiano viennese.
Secondo Die Presse sulla Cina incombe la minaccia dell'esplosione del debito. Nel 2008 Pechino ha dato avvio a un "gigantesco piano di rilancio da 440 miliardi di euro per proteggere il suo impero economico dalla crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti".
Il problema però è che soltanto 133 miliardi provenivano dalle casse dello stato, mentre il resto è stato preso in prestito da banche, imprese pubbliche e privati.
"Oggi le metropoli come Shanghai e Pechino, ma anche migliaia di altre città, sono fortemente indebitate nei confronti della banche dello stato".
Il quotidiano ufficiale China Daily sottolinea che "la Cina non può essere né il salvatore dell'Europa né la panacea per tutti i mali del vecchio continente. [Pechino] farà tutto il possibile per tendere una mano amica, ma l'amicizia non va a senso unico. La Cina ha già investito somme importanti in obbligazioni europee e vorrebbe ricevere garanzie sulla sicurezza dei suoi investimenti".
fonte: http://goo.gl/J2QBe
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Il nuovo presidente irlandese Michael Higgins ha promesso di essere il "presidente di tutto il popolo" e ha annunciato le proprie dimissioni dal partito laburista, scrive il Saturday’s Irish Times.
Sull'Irish Independent l'opinionista Brendan Keenan definisce la situazione imbarazzante: Higgins "sarà il rappresentante del popolo, ma sarà limitato dalla costituzione che lui stesso rappresenta. Cosa si può fare prima che [il presidente] ceda alla frustrazione o, quel che è peggio, si abbandoni a un amaro silenzio?"
Ciononostante Keenan è convinto che il nuovo presidente potrebbe rivelarsi utile per far accettare ai cittadini le politiche del governo.
"Il compito più difficile del governo è quello di compattarsi dietro a una parvenza di strategia e trovare un equilibrio tra la riduzione del debito, la protezione dei più deboli, la promozione delle esportazioni e degli investimenti e le pretese dei nostri creditori come la troika o i mercati".
fonte: http://goo.gl/OD02q