CINA: ANZIANA DONNA MORTA PER NON FAR DISTRUGGERE LA SUA CASA

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

“Mi do fuoco: non demolirete la mia casa”
Erano venuti per distruggerle la casa. Erano più di 300, tutti con la stessa divisa, tutti forse con lo stesso sguardo privo di qualsiasi pietà. Erano lì, senza curarsi della famiglia che avrebbero lasciato senza una casa, pensando solo a svolgere il proprio lavoro come era stato insegnato loro, senza farsi influenzare dai sentimenti. E così lei si è data fuoco, pur sapendo che probabilmente sarebbe servito a poco: Wang Luishi, una donna cinese di 81 anni, è morta così il 3 novembre, immolandosi per salvare, almeno momentaneamente, la propria casa.

LA STORIA – Il fatto è accaduto nella camera da letto della donna, che viveva con la sua famiglia in una casa nel centro della provincia di Henan. Quando Wang si è data fuoco, era in atto un litigio tra suo figlio e la moglie, da una parte, e vari funzionari dall’altra. I familiari della donna erano sul tetto e si cospargevano di benzina minacciando di darsi fuoco: probabilmente non l’avrebbero fatto, ma Wang sì. E così, mentre la discussione andava avanti fuori dalla casa, dall’interno ha cominciato a uscire un denso fumo nero. È lì che ci si è accorti che qualcosa non andava, ma ormai era troppo tardi per salvare la vita dell’anziana coraggiosa signora.

UN INCIDENTE – Un ufficiale ha dichiarato che la morte è stata causa di un “incidente”, e che la polizia non aveva capito che le due persone che si stavano cospargendo di benzina stessero minacciando di darsi fuoco (magari avevano solo finito il profumo, no?). Secondo le dichiarazioni, 16 vigili del fuoco sono accorsi prontamente, e una volta domate le fiamme hanno ritrovato il corpo di Wang. Il figlio e la nuora della vittima sono stati detenuti in carcere per 10 giorni per disturbo dell’ordine pubblico, dopo essere stati arrestati insieme agli altri membri della famiglia che però sono stati rilasciati il giorno stesso.

ALTRI CASI – A quanto pare, i funzionari del distretto di Erqi avevano detto che la casa in questione era abusiva e avevano predisposto la sua demolizione. Ma, secondo quanto riporta la rivista Caijing, la casa era stata edificata più di 10 anni fa, e solo ultimamente il governo aveva stabilito che la sua costruzione era illegale.

Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di immolazioni e di proteste che hanno avuto luogo recentemente in Cina per evitare espropriazioni e demolizioni, che si stanno diffondendo sempre di più per permettere al Paese di acquisire nuovi spazi per il proprio sviluppo. Negli ultimi mesi 11 persone, tra cui vari monaci e suore, si sono uccise per motivi analoghi.

fonte:  http://goo.gl/Gty5y

* * * * *                                                                                  olivia


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