LA CINA E' UNA GRANDE NAVE CON UNA BOMBA A BORDO

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

'Credetemi, la Cina esploderà'
                                                                                                 
Poemes-de-prison.jpg"L'Occidente fa di tutto per tenersi buono un regime che ha gli anni contati. Non avete idea della rabbia che c'è nel mio Paese: é una bolgia infernale, una bomba che sta per scoppiare". Parla lo scrittore dissidente Liao Yiwu, reduce dai gulag ed esule a Berlino.

Il 4 giugno dell'89, otto ore prima dell'eccidio di piazza Tienanmen, un giovane poeta pubblica una durissima ballata. Quel canto straziante s'intitola "Massacro", e diventerà il testo simbolo della protesta degli studenti soffocata nel sangue.

Ma da quel giorno anche la vita di Liao Yiwu, il suo autore, non è più la stessa: arrestato, il trentenne dissidente sconterà quattro anni nei Laogai, i gulag cinesi. La sua odissea nelle carceri è raccontata in "Per un canto e cento canti", il romanzo che la casa editrice tedesca Fischer ha appena pubblicato in anteprima mondiale.

"Ho dovuto riscriverlo tre volte il mio romanzo", dice Liao Yiwu - dal 7 luglio a Berlino, dopo un'avventurosa fuga via Hanoi e Varsavia - in questa intervista a "l'Espresso". "Ogni volta me lo sequestravano, ma io ricominciavo a scriverlo da capo". E dopo una breve pausa, aggiunge: "Sa, io sono duro, e dovevo testimoniare non solo la mia sofferenza ma dare voce a quei cinesi che aspirano a una vita in libertà".

Partiamo dal 4 giugno 1989, dalla strage di Tienanmen e da "Massacro"
"Il regime ha calato una cortina di silenzio sia sui morti di Tienanmen che sugli intellettuali che ne ricordano le vittime. Il 1989 per voi in Europa significa il crollo del Muro di Berlino. Per noi invece è una ferita ancora aperta, che evoca i 300 mila soldati schierati per seppellire la voglia di libertà: tremila morti, e altrettanti dissidenti spediti a marcire nelle galere. E' questa arroganza della dittatura che ha cambiato la mia vita".

Si riferisce agli anni in carcere, ai suoi tentativi di suicidio?
"Al fatto che il modo in cui il regime ha trattato gli studenti mi ha riempito di odio. Ma non sono un violento. Ho capito che il senso della mia vita consiste nell'oppormi con la forza delle nude parole ai crimini di un'abominevole dittatura".

Basteranno le parole e le poesie a risvegliare il popolo? Il Nobel Liuliao_yiwu_2010_colognesd.jpg Xiaobo, oggi in prigione, scrive nella prefazione al suo romanzo: "I cani almeno sono cani, ma i cinesi sono ancora uomini?"
"Quando parlo della ferita di Tienanmen intendo che da quel giorno le strade della Cina sono vuote: il regime ha trattato gli uomini come se fossero cani rabbiosi. Il partito ci vuole bestie senza parola. Ma, anche a costo della mia vita, la letteratura spezzerà questo incantesimo malvagio".

Dall'Egitto alla Siria i giovani si ribellano alle dittature: perché in Cina no?
"E' il pus della ferita inferta il 4 giugno 1989. Per infettarla a fondo e renderci più schiavi, il governo predica di arricchirci. In Cina comanda "dio Quian", il denaro. Vede, dopo Tienanmen l'intellighentsia cinese è spaccata in tre. Il primo gruppo: gli intellettuali fuggiti all'estero. Il secondo: quelli finiti in galera. E i più (il terzo gruppo) tacciono o stringono compromessi col regime".

Qual è la differenza fra i suoi libri dal carcere e gli orrori raccontati da Solzenitsyn sui gulag di Stalin?
"Noi abbiamo uno stile: quello di Confucio, primo grande scrittore in esilio. E abbiamo le storie di Sima Qian, il primo grande storico della dinastia Han. Entrambi non erano scrittori di regime, ma scrivevano in lotta col potere. E' questa tradizione letteraria ispira la mia opera".

Sì, ma il suo rapporto con la letteratura dei gulag o dell'universo concentrazionario...
"I testi di Solzenitsyn sono un modello. Ma ho voluto testimoniare al mondo e ai cinesi la mia esperienza. E ora sto preparando un libro su coloro che c'erano a Tienanmen. Ecco, il mio romanzo "Per un canto e cento canti" insieme a quello che sto scrivendo ora qui a Berlino sono il mio "Arcipelago Gulag". Spero di arrivare al livello morale raggiunto da Solzenitsyn. Offrendo ai cinesi, come lui fece per la coscienza dei russi, uno specchio in cui riflettere gli oltraggi del regime".

Liao+Yiwu+Reads+Berlin+Literature+Festival+5U154nWuOVylUn regime che getta voi scrittori in cella con i criminali condannati a morte. Qual è il senso di questa strategia?
"La dittatura cinese ha due diversi luoghi di reclusione. Se ti gettano nelle carceri politiche, vicino a Pechino, finisci in celle d'isolamento. Oppure ti rinchiudono in provincia, com'è toccato a me nel carcere di Chongqing. E in quelle tombe di 20 metri ho visto boss della mafia piangere come bambini e implorare pietà al capocella.

Ha subito torture e sevizie sessuali: cosa la tormenta di più di quell'orrore?
"Se ripenso alle sofferenze più atroci mi risale in mente l'aver dormito per mesi tra due condannati a morte. Erano legati mani e piedi alle catene. Non è facile dormire con quel rumore di catene: li dovevo accompagnare alla toilette, pulirne gli escrementi, imboccarli sino ai loro ultimi minuti di vita. Dovevo raccontarlo questo orrore quotidiano".

Anche a costo di tentare il suicidio?
"Ho tentato il suicidio due volte. Il regime mira a spegnere ogni sentimento umano nei detenuti. Pensi che al mio primo tentativo di suicidio i compagni di cella mi hanno deriso".

Cosa c'era da ridere?
"Avevo tentato di rompermi la testa correndo con la fronte contro il muro. 'Sei un tipico intellettuale, fallito pure come suicida', dicevano. 'La prossima volta cercati un angolo per spaccarti le tempie: quello l'unico modo per suicidarsi contro un muro'. Ecco, nei nostri Laogai ci si diverte a spegnere ogni barlume di dignità".

E' un caso se l'ultima parola che chiude le sue 500 pagine sia: "dignità"?
"La dignità è l'ultima parola d'ogni romanzo, e il senso d'ogni poesia cheLiao-Yiwu.jpg lasciamo ai posteri. E poi: gli ultimi mesi ero ai lavori forzati con i dissidenti dell'epoca di Mao. Uomini in prigione dagli anni Sessanta, e rispetto a cui le sevizie da me subite sono niente. Lì ho deciso di salvarmi: per raccontare le pene di uomini dimenticati dalla società e dalle famiglie. Se la letteratura non fa questo, ridare voce al dolore umano, a che serve essere scrittori?".

In genere, è la religione che consola gli uomini: non c'è religione o spiritualità in Cina?
"Nel mio romanzo parlo di Josif Brodskij che, nel gulag, ritrova Cristo. Nei lager cinesi c'è invece un sorvegliante che ti incita a piegare bustine per l'industria farmaceutica fino a che non schiatti di fatica. O detenuti che ti 'massaggiano' le gengive coi bastoncini fino a che non hai un dente in bocca. Sa qual è l'unica religione a cui può ancora aprirsi l'anima martoriata di noi cinesi? L'unico sentimento religioso a cui possiamo appellarci è la tradizione del racconto: le nostre storie sono l'unica fede possibile per incantare le orecchie dei cinesi".

Ha letto "Se questo è un uomo" di Primo Levi?
"Purtroppo no. Ma so di cosa tratta. Io infatti in prigione sono risceso a quello stato animale a cui ti riducono tutti i lager: nazisti e comunisti. E non appena ne varchi la soglia, lo capisci: la prima notte mi hanno ispezionato l'ano e sono diventato un animale, appunto. Questo è ciò che Levi voleva dirci con la sua domanda senza punto interrogativo: non sei più un uomo. Ripeto, ho scritto questo libro per rivendicare i morti di Tienanmen e la morte di mia sorella: per recuperare la dignità persa in carcere testimoniando in loro memoria".

Insomma, la Cina di oggi è l'Inferno e lei il Dante della letteratura cinese?
"Capisco che insista con i vostri grandi scrittori: ma sa qual è la scrittrice che tutti in Cina conoscono? Oriana Fallaci, la giornalista occidentale che ha avuto l'onore di intervistare Mao! E sbaglia a paragonare la mia opera a Dante: oggi la Cina è un pozzo nero molto peggio d'ogni bolgia dantesca".

017407438.jpgQuando la cancelliera Merkel, i presidenti Sarkozy o Obama trattano di affari, politici ed economici, coi potenti cinesi come reagisce?
"E' un mio sincero desiderio che Merkel e Obama leggano il mio romanzo. Chissà se poi, al tavolo delle trattative con i nostri boss, ingoieranno ogni compromesso senza puntare il dito sulle nostre ferite".

In Occidente libertà e ricchezza sono, dai tempi di Kant e Mill, gemelle: ma in Cina?
"Scrittori e cittadini, gli stessi governanti sono liberi solo d'essere schiavi. Dopo decenni di schiavitù, non vedi più le catene ai tuoi piedi".

Forse per questo il partito ha ripreso la dottrina dell'Armonia di Confucio...
"Ma quale Confucio e Armonia. Ai suoi schiavi il partito sta spacciando un Confucio a sua immagine e somiglianza. Il vero Confucio ha trascorso la vita in esilio, criticando principi e tradizioni. Sì, lui è il patrono dei dissidenti in esilio e in galera"

Ma non è orgoglioso delle prestazioni del suo popolo nel campo dell'economia?
"Attenzione, non ci facciamo illusioni, la Cina è un Titanic destinato ad affondare. Il contadino vive del suo orto, e al normale cittadino, come al poliziotto che mi perseguita, non viene nulla dei miliardi e delle merci di cui scrivono giornali e tv globali. Ma poi, ecco, dopo aver detto che tutti sono schiavi, ho un po' di speranza".

Quale?
"E' semplice, anche se paradossale. Mi chiedo: cosa vuole che generi nei cinesi una vita di stenti, e vedere i figli della nomenklatura che studiano all'estero e nei più sfrenati agi? E rispondo: genera rabbia.

Ecco perché la Cina è una grande nave con una gigantesca bomba a bordo: da un momento all'altro, per un disastro ecologico o per la rabbia di cittadini vessati, può saltare in aria. E io credo, ecco il mio ottimismo, che, nonostante tutto, il regime abbia gli anni contati.

Aggiungo: per questo la politica occidentale nei confronti della Cina è miope. Per nessun oro e merce al mondo, si possono corteggiare dittatori che trattano come cani gli esseri umani, e che sono destinati a un inglorioso tramonto".

                                                                 Liao-Yiwu-Reads-Berlin-Literature-Festival-_I9XXyI-copia-2.jpg  

fonte: http://goo.gl/y7DRV

di Stefano Vastano

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