Ucraina, Yulija Timoshenko condannata a sette anni.

Pubblicato il da paetomm@gmail.com

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Yulia Tymoshenko è stata condannata a sette anni di prigione per abuso di potere. La giuria ha quindi accolto in toto la richiesta dell’accusa.

Tutto era iniziato nel 2009 quando Tymoshenko – all’epoca capo del governo – aveva firmato un accordo con la Russia per fissare il prezzo che l’Ucraina deve pagare per gli approvvigionamenti di gas naturale.

Un accordo che venne giudicato da molti come fortemente svantaggioso per gli interessi ucraini e che sarebbe stato stipulato senza l’accordo del resto del governo.

La perdita economica ipotizzata ammonterebbe a più di 400 milioni di dollari, secondo l’accusa. È un accordo che oggi pesa sulle finanze ucraine e che il governo attuale vorrebbe modificare, approfittando delle accuse contro Tymoshenko.

Dopo molte settimane di udienze durante le quali il giudice aveva cercato di far luce sulle responsabilità dell’ex primo ministro, il 5 agosto Tymoshenko era stata arrestata per il suo comportamento ritenuto offensivo nei confronti della corte.

La tensione è cresciuta e l’accampamento dei sostenitori di Tymoshenko all’esterno del tribunale è entrato a far parte della routine quotidiana sulla strada principale del centro di Kiev.

Accanto, separato da un cordone di polizia, l’accampamento rivale che raccoglie i suoi accusatori ha fatto di tutto per sottrarre ai primi visibilità e attenzione: per mesi e mesi musiche e comizi anti-Tymoshenko hanno riempito le orecchie dei passanti.

Tymoshenko ha sempre negato ogni accusa, denunciando la montatura politica orchestrata dall’attuale presidente Yanukovych.

A suo avviso, l’unico scopo è quello di estrometterla dalla vita politica del paese in vista delle elezioni parlamentari del 2012, visto che la forza di opposizione principale si basa sulla sua figura carismatica.

Inoltre, Tymoshenko contesta la vaghezza degli articoli di legge su cui si basano le accuse e la scelta del giudice, un trentenne di scarsa esperienza e secondo lei possibile vittima di pressioni esterne.

L’Unione europea segue da molto vicino gli sviluppi della situazione: per quest’autunno è prevista la firma di un accordo di associazione e di libero scambio con l’Ucraina. Sin dall’inizio del processo la UE ha espresso preoccupazione per quella che teme una persecuzione politica nei confronti della leader dell’opposizione.

Il ministro degli Esteri dell’UE, Catherine Ashton, ha fatto capire che un’eventuale condanna avrebbe compromesso la firma dell’accordo, a cui l’Ucraina tiene molto. Sia la UE che gli Stati Uniti hanno sottolineato che le scelte politiche di un governo dovrebbero essere giudicate solo dagli elettori e non in tribunale.

A questo punto il presidente Yanukovych starebbe cercando una via di uscita che gli permetta di mantenere buone relazioni con la UE senza però rischiare di perdere la faccia davanti ai suoi elettori.

Una soluzione possibile comporterebbe la modifica degli articoli su cui si basa l’accusa in modo da vanificare l’intero procedimento. Soluzione che è stata comunque bocciata sia dalla Tymoshenko stessa (che si dichiara totalmente innocente) che dal partito di maggioranza che non sembra disposto per ora a scendere a compromessi.

Le autorità, temendo il peggio, hanno consentito l’accesso all’aula solamente ad un numero ridottissimo di giornalisti, escludendo sia il pubblico che i rappresentanti diplomatici finora assiduamente presenti. I sostenitori di Tymoshenko annunciano una presenza massiccia all’esterno della corte.

Il caso è da mesi al centro dell’attenzione in Ucraina, ma si tratta anche di un test per giudicare la capacità dell’Unione Europea di influire sui paesi vicini ancora in bilico tra democrazia e residui autoritari del passato.

fonte: http://goo.gl/Oi0fV

di Alexander Sjödin

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